Cronaca

Dalla campagna cremonese ad Abu
Dhabi: il successo delle Garavelli

Le terre rosse delle sorelle Garavelli

L’Italia festeggia un nuovo successo nel mondo del tennis e il merito arriva dal territorio cremonese. La terra rossa considerata da molti la migliore al mondo porta infatti la firma delle gemelle Anna e Rita Garavelli, di Torre de’ Picenardi, ormai conosciute anche negli Emirati Arabi. Proprio da qui è partito un carico speciale di 40 tonnellate di materiale per realizzare un campo da tennis… in mezzo al mare.

A raccontare il progetto è Anna Garavelli. Spiega che il lavoro è nato in occasione di un torneo femminile organizzato ad Abu Dhabi, un evento che si tiene da circa quindici anni. In passato l’appuntamento sportivo si svolgeva all’interno del Palazzo Reale, dove le gemelle avevano già costruito un campo una decina di anni fa. Quest’anno, però, gli organizzatori hanno voluto fare un salto in avanti, creando una struttura galleggiante sul mare: la terra rossa è stata persino bagnata con acqua marina, una scelta insolita che non ha compromesso la qualità del campo.

A far conoscere le Garavelli agli Emirati sono state le referenze e la reputazione del loro prodotto, presente nei centri tecnici più prestigiosi del mondo. Una qualità che negli ultimi anni ha attirato un interesse crescente, complice anche la straordinaria stagione del tennis italiano: la terra rossa è considerata uno dei fattori che ha favorito l’esplosione dei tanti giocatori azzurri entrati tra i primi cento al mondo. E le due sorelle oggi lavorano ovunque, dalla Giamaica al Ghana, dalla Thailandia all’Australia.

Il segreto della loro terra è tutto nella materia prima: i mattoni delle cascine cremonesi costruite tra il Settecento e il Novecento. L’azienda recupera il materiale dalle strutture ormai fatiscenti o destinate alla demolizione e lo trasforma, grazie a mulini speciali, in una terra battuta dall’altissima capacità drenante.

Tanti i progetti realizzati, ma l’ultimo campo da tennis sul mare è sicuramente il più spettacolare. “Ci ha lasciato davvero a bocca aperta – racconta Anna –. Hanno sfidato le leggi dell’umidità e del caldo, e devo dire che hanno avuto ragione”.

Silvia Galli

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