Cronaca

Giovani in Centro, Burgazzi:
"Soprintendenza in ritardo su tutto"

Il comparto Radaelli-San Francesco
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Sono approdate in consiglio comunale le polemiche sui ritardi nell’avvio del progetto Giovani in centro, che prevede la riqualificazione del comparto di via Radaelli – ex chiesa di San Francesco, che dovrebbe essere trasformato in luogo per la residenzialità e la socializzazione dei giovani. A questo proposito sono state discusse due interrogazioni, una del Pd – firmata dal consigliere Marco Galli, e l’altra di Novità a Cremona – a firma di Alessandro Portesani.

Il gruppo consiliare Novità a Cremona ha chiesto alla Giunta di chiarire “a che punto siano i rapporti con la Soprintendenza per gli interventi su immobili vincolati, tra cui l’ex ospedale di via Radaelli e l’ex chiesa di San Francesco”. Al centro dell’interrogazione “la campagna diagnostica avviata sulla ex San Francesco dall’Università Iuav di Venezia, finanziata dal Ministero della Cultura e coordinata direttamente dalla Soprintendenza”.

Novità a Cremona ha chiesto inoltre di conoscere: “lo stato delle procedure autorizzative per tutti gli interventi previsti, l’impatto dei ritardi sul cronoprogramma complessivo, che prevede l’avvio dei primi cantieri entro fine 2025,  eventuali modifiche progettuali necessarie dopo le nuove indagini”. Il gruppo consiliare chiede anche al Comune perché “non abbia avviato autonomamente gli studi preliminari, pur essendo proprietario dell’immobile e per quale motivo la cittadinanza non fosse stata informata in modo ufficiale”.

Dal canto suo il Pd ha chiesto conto a sua voltadell’avanzamento delle autorizzazioni presso la Soprintendenza e dei rischi di sforamento delle scadenze previste, visto che i lavori dovranno concludersi entro il 2027″.

L’assessore alla Cultura, Luca Burgazzi, ha ricostruito l’intero iter istituzionale, ricordando che “la collaborazione con Soprintendenza e Università di Pavia è formalizzata dal 2023”. Il progetto, del valore superiore a 20 milioni di euro, è finanziato da fondi europei, regionali e comunali, e “non è una promessa, ma una strategia già avviata con tavoli di coprogettazione attivi”.

Burgazzi ha quindi spiegato le motivazioni dei ritardi, che riguardano, appunto, le lungaggini della Soprintendenza: “Per l’ex San Francesco il parere della Soprintendenza è arrivato dopo 218 giorni, ben oltre i 120 previsti per legge” ha detto l’assessore. Per l’ex Radaelli, invece, “il parere non è ancora pervenuto, nonostante l’invio della documentazione a luglio 2025”. L’appello va quindi all’ente stesso, in quanto “ritardi di questa entità rischiano di compromettere l’avvio dei cantieri e la chiusura dei lavori entro il 2027″.

L’assessore ha definito “critica” l’assenza del dirigente della Soprintendenza dal 1° aprile 2025, “un vuoto che pesa su tutte le procedure”.

Ha poi chiarito che il Comune “continuerà a sollecitare e dialogare”, evidenziando che “un conto è la tutela, un altro è l’immobilismo” e ribadendo che gli interventi su San Francesco e Radaelli sono fondamentali per rigenerare una parte centrale della città.

In chiusura, il presidente del Consiglio comunale Luciano Pizzetti ha richiamato l’importanza strategica del progetto e ha auspicato che il Ministero nomini rapidamente il nuovo Soprintendente.

Laura Bosio

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