Cronaca

Sfratto, Aler contrattacca: “Iter
lungo, nessun dialogo dal Comune”

In una nota ufficiale, Aler difende le proprie azioni sugli sfratti, sottolineando una lunga serie di morosità e tentativi di dialogo rimasti senza risposta dagli inquilini.

La sede dell'Aler
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Dopo le numerose polemiche politiche sullo sfratto di due inquilini dalle case popolari di Cremona, eseguito lo scorso 27 novembre, non si fa attendere la risposta dell’Aler, proprietaria delle strutture.

“La procedura di decadenza avviata da Aler non è stata né improvvisa né immotivata” si legge in una nota a firma del presidente Amedeo Ghidini. “Al contrario, è frutto di un percorso lungo, documentato e caratterizzato dall’assenza di riscontri da parte degli interessati”.

L’azienda ricorda quindi i passaggi che hanno portato all’epilogo della vicenda: “12 pagamenti irregolari nei 24 mesi antecedenti l’avvio della procedura, con ultimo versamento risalente al 4 aprile 2024. Morosità complessiva superiore a 10 mila euro, con il primo bollettino insoluto risalente addirittura ad aprile 2019. Numerose messe in mora e solleciti notificati correttamente (2021, 2023, 2024, 2025), molte delle quali concluse per compiuta giacenza. Nessun piano di rientro presentato. Nessuna richiesta di cambio alloggio agli atti”.

Non è tutto. Il presidente Ghidini segnala “ripetuti tentativi dei nostri Community Manager (agosto–settembre 2025) per ottenere la documentazione reddituale e patrimoniale non consegnata da anni, rimasti senza esito”, e ancora, un “appuntamento fissato in sede su richiesta dei Servizi Sociali al quale gli interessati non si sono presentati”.

Sul fronte istituzionale, “Aler ha provveduto a informare con costanza e anticipo il Comune“. Nella missiva si elencano anche le modalità: “23 ottobre 2025: Pec al Settore Politiche Sociali con il calendario delle esecuzioni di novembre. Nella stessa data, pari comunicazione inviata via mail alla Dirigente e al Responsabile. 21 novembre 2025: nuovo invio via Pec e via mail con il promemoria dell’esecuzione programmata il 27/11/2025”.

“A fronte di queste comunicazioni — tutte regolarmente agli atti — Aler non ha ricevuto alcun riscontro né una presa in carico formale del nucleo da parte del Servizio Sociale” continua l’azienda. “Non risultano inoltre progetti attivi, interventi di sostegno, segnalazioni di fragilità né indicazioni circa un assistente sociale di riferimento.

Ritengo quindi necessario evidenziare che Aler non ha proceduto in modo affrettato, ma ha seguito puntualmente la normativa, notificando tutti gli atti secondo legge e offrendo più volte disponibilità al dialogo, senza tuttavia ottenere collaborazione da parte degli inquilini. Trovo altrettanto fuori logica la polemica sollevata dal Sindaco che avrebbe dovuto avere contezza della situazione sociale.

Altrettanto doveroso è sottolineare che — mentre alle ripetute Pec di Aler relative all’emergenza abitativa non è seguita alcuna risposta — il Comune si dimostra invece ben più sollecito nel richiedere ad Aler il versamento dell’Imu sugli immobili di edilizia popolare, una questione che continuiamo a ritenere profondamente iniqua e che sottrae risorse importanti proprio alla manutenzione e al sostegno sociale degli inquilini più fragili.

Aler continuerà a garantire la massima disponibilità al confronto istituzionale, ma è necessario che tale collaborazione sia effettiva e reciproca, soprattutto nei casi che coinvolgono situazioni di morosità protratta e mancanza di contatti da parte dell’utenza” conclude Ghidini.

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