Cronaca

"Scambia" un palazzo per orinatoio
Beccato dal poliziotto residente

Fill-1

Tra l’ottobre e il novembre del 2021 aveva scambiato per un orinatoio un palazzo del centro cittadino dove abita il sostituto commissario della Squadra Mobile della Questura di Cremona Luca Mori. Scoperto all’interno dello stabile proprio da Mori, Sandro, 62 anni, pluripregiudicato di origini sarde ma residente a Cremona, è finito davanti al giudice per violazione di domicilio. L’imputato ha chiesto scusa e oggi il poliziotto ha rimesso la querela. Il 62enne, però, era anche accusato di porto abusivo di un coltello, e per questo reato è stato condannato a mille euro di ammenda.

E’ stato lo stesso sostituto commissario, oggi, a raccontare al giudice quanto accaduto in due occasioni. Nel pomeriggio del 10 ottobre del 2021 il residente aveva sentito suonare il citofono. Non gli aveva risposto nessuno, così si era affacciato al balcone al secondo piano del condominio e dall’alto aveva notato un uomo che camminava barcollando con una bottiglia in mano e che si stava allontanando dall’ingresso carraio dello stabile. Dopo qualche minuto il padre di Mori, Giorgio, il compianto pittore scomparso l’anno scorso, gli aveva riferito di aver notato che qualcuno, poco prima, era uscito dall’ascensore sbattendo violentemente la porta. Un ascensore privato che conduce esclusivamente al secondo piano. Sceso in cortile, il poliziotto aveva scoperto che l’intruso aveva urinato all’interno dell’ascensore e che aveva rubato la chiave di avviamento e una borsa contenente un giubbotto e un maglione destinati alla lavanderia.

Mori aveva ricondotto l’accaduto al comportamento occasionale di un ubriaco, e aveva lasciato perdere. Dopo una ventina di giorni, però, esattamente il pomeriggio del 31 ottobre, aveva sentito di nuovo suonare al citofono, e anche questa volta non gli aveva risposto nessuno. Memore di quanto accaduto in precedenza, era sceso in cortile e aveva sorpreso il pluripregiudicato intento ad urinare nel cortile del condominio, attraverso il cancello di ferro che permette l’accesso carraio. L’imputato aveva già oltrepassato il primo portone di legno, la cui porta era stata trovata presumibilmente aperta, ed era stato beccato dal residente con i pantaloni abbassati e con in mano una bottiglia di birra. Mori ben conosceva l’imputato, in quanto più volte l’aveva denunciato e arrestato per vari reati.

“Mori, brutto sbirro bastardo”, gli aveva detto il 62enne quando gli si era avvicinato, e a quel punto il poliziotto aveva ricondotto l’accaduto ad una ritorsione nei suoi confronti. Nel corso della perquisizione personale, al tossicodipendente era stato trovato anche un coltellino tascabile multifunzione lungo 16 centimetri con una lama di 6 centimetri.

L’imputato, assistito dall’avvocato Giovanni Bertoletti, ha chiesto scusa al poliziotto, dicendo che era ubriaco e che non sapeva che abitasse in quello stabile. Oggi la remissione di querela per la violazione di domicilio, ma condanna per il possesso dell’arma da taglio.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...