Economia

Manovra di bilancio tra luci
e ombre: le critiche dei sindacati

La manovra di Bilancio approvata porta tagli all'Irpef e nuovi sostegni alle imprese, ma riceve forti critiche da Cgil. Uil e Cisl offrono valutazioni più miste.

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La manovra di Bilancio, tra le più piccole e le più discusse degli ultimi anni, è arrivata al traguardo. Martedì l’approdo in Aula per l’approvazione definitiva.

Tra le novità che riguardano fisco e lavoro, il taglio dell’Irpef, nuovi e corposi sostegni alle imprese, nuove tassazioni su premi di produttività e rinnovi contrattuali, tra quelli relativi a famiglia e sociale, le modifiche alle franchigie Isee per la prima casa e controlli più stringenti attraverso l’incrocio di nuove banche dati. Per le pensioni, la conferma dell’età pensionabile di 67 anni e leggero incremento delle pensioni minime. Molto critica la Cgil, che definisce pessima la manovra; più luci che ombre per la Uil.

“Una manovra di bilancio pessima, nel metodo in cui è stata gestita e nel merito dei suoi contenuti”, sostiene Elena Curci, segretaria provinciale della Cgil.

“Credo che comunque non ci sia dal punto di vista politico l’idea o il tentativo di mettere le mani alla situazione di questo Paese e creare delle prospettive serie”, afferma Germano Denti della Uil.

Giudizio più articolato da parte della Cisl. Tra gli elementi positivi – si legge in una nota del sindaco – ci sono le misure che puntano ad aumentare gli stipendi attraverso la partecipazione dei lavoratori e la contrattazione di secondo livello, favorendo una redistribuzione degli utili d’impresa.

Un altro aspetto positivo riguarda la previdenza complementare, con l’introduzione dell’adesione automatica per i neoassunti. Tuttavia, fa sapere ancora la Cisl, ci sono anche aspetti della manovra che preoccupano: ad esempio l’abrogazione di Opzione donna.

Simone Bacchetta

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