Cronaca

A Castelverde l'ultimo saluto
al Cavalier Pietro Mondini

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E’ stato celebrato il funerale del Cavalier Pietro Mondini che si è spento a 103 anni il 4 gennaio; chiesa di Castelverde gremita oltre ai famigliari anche le autorità che hanno reso omaggio a un imprenditore illuminato. Figura di grande spicco, come ha ricordato don Claudio Rasoli nell’omelia “È stato uomo di sintesi, che mai ha cercato lo scontro, ma unicamente l’incontro, la comunione di intenti”.

Ha vissuto per la sua amata famiglia, per la sua azienda, che ha ricevuto nel corso degli anni molteplici riconoscimenti, ed è stata un esempio per tanti imprenditori agricoli, soprattutto per le giovani generazioni che hanno guardato a lui e da lui hanno imparato un lavoro complesso che richiede abnegazione e sacrificio. Don Rasoli ha messo in evidenza che questi risultati sono stati raggiunti con lo studio, le sperimentazioni, la fatica e il sudore, il tutto mosso dalla passione.

Il cavalier Mondini come sottolineato durante l’omelia è stato esempio di generosità per il territorio cremonese che amava, ma anche per Castelverde , con l’Opera pia SS. Redentore che he beneficiato della sua generosità, ma anche per la città con un’attenzione per i più svantaggiati e i poveri, membro attivo del Rotary, è stato uno dei fondatori dell’Associazione Allevatori, oltre che della Fiera di Cremona: innumerevoli anche gli altri incarichi. Gli stava particolarmente a cuore l’Hospice, di cui andava fiero: ne parlava con entusiasmo non nascondendo le tante difficoltà sorte a quei tempi. Costò più di due miliardi e mezzo di lire, ma grazie all’impegno di molte persone di buona volontà divenne in Italia uno dei primi reparti collegati all’Ospedale. Una figura da ricordare e da prendere come esempio.

Silvia Galli

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