Cronaca

Anche la provincia di Cremona
ha il suo Polo Nord

Una distesa di campi, qualche casa e qualche cascina, alcune aziende e una strada non poco trafficata. Può sembrare questa la descrizione di una classica zona di campagna, non diversa da tante altre che si trovano girando per la Bassa Cremonese, se non fosse per un cartello che muove nei passanti stupore riflessioni e qualche sorriso.

Siamo nel comune di Gabbioneta Binanuova in un’area di mezzo tra i due centri principali del paese.
Qui sorge la località Polo Nord. A popolarla non ghiacci sconfinati e orsi bianchi, ma terre di coltivazioni e contadini indaffarati. Allora perché questo nome?

Una risposta certa a questa domanda non c’è, anche se negli anni sono stati avanzati studi e qualche ipotesi affiancata da leggende popolari che mischiano serio e faceto. In nostro aiuto arriva Walter Montini, ex senatore per 20 anni alla fine del secolo scorso, sindaco di Gabbioneta.

“Sul piano scientifico il Polo Nord nasce da un appezzamento di terreno chiamato in dialetto el Pòol, che  tradotto in italiano è il tacchino, però è anche il polo.  Divenne poi il ‘polo’ perché siamo agli inizi del Novecento. Erano in corso spedizioni per il Polo Nord, qui si iniziava a costruire attorno ad un nucleo di case. La gente del paese, abituata a dare dei soprannomi, diceva: ‘ma vèt a costruir al pòol?’, ‘ma vai a a costruire al polo?‘ inteso come il campo. Però, appunto, siccome erano in corso le ricerche al Polo Nord, da lì si disse: ‘chiamiamolo località Polo Nord'”.

Un errore fortuito, quindi, un’associazione di termini che regala alla provincia di Cremona il suo Polo Nord. Come sempre però tra storie e storie non manca l’ironia.

“In effetti – ricorda Montini – un mio amico, una volta, aveva perso la strada per venire da me e si è trovato in località Polo Nord. Manco a dirlo, abbiamo riso molto per questa denominazione”.

Andrea Colla

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