Cronaca

In tribunale visita del presidente
della Corte d'Appello Di Rosa

Ha incontrato il presidente di palazzo di giustizia di Cremona Anna di Martino, il procuratore e i giudici

Da sinistra il presidente del tribunale di Cremona e il presidente della Corte d'Appello di Brescia
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Visita, oggi pomeriggio in tribunale a Cremona, della presidente della Corte d’Appello di Brescia Giovanna Di Rosa, insediatasi a gennaio 2025. Di Rosa ha incontrato il presidente del palazzo di giustizia di Cremona Anna Di Martino, il procuratore capo Silvio Bonfigli, il presidente di sezione Guido Taramelli e tutto l’organico dei magistrati.

In occasione della visita della presidente Di Rosa, ieri il sindacato Fp Cgil di Cremona aveva lanciato l’ennesimo grido di aiuto per la grave carenza di personale amministrativo di cui soffre il tribunale cittadino. “La scopertura di organico“, come sottolineato dal segretario generale Luca Dall’Asta, “si attesta intorno al 40%, con situazioni particolarmente critiche in alcuni uffici, tra cui l’Unep, dove la carenza supera il 50% ed è destinata ad aggravarsi ulteriormente in ragione dei prossimi pensionamenti. A ciò si aggiunge l’assenza del dirigente amministrativo dal 2020, nonché condizioni strutturali e organizzative non più adeguate che interessano anche archivi e spazi di lavoro, oltre alla mancanza di un’aula per l’audizione protetta dei minori.

In questo quadro già compromesso, il personale assunto con fondi Pnrr ha rappresentato un presidio fondamentale per garantire la continuità del servizio. Al tribunale di Cremona sono attualmente in servizio 20 lavoratrici e lavoratori precari, pari a circa un terzo dell’organico complessivo. Senza il loro contributo, il funzionamento degli uffici risulterebbe seriamente compromesso”.

Il sindacato ha dunque ribadito “la necessità di interventi immediati e strutturali: priorità al reperimento di personale di ruolo per il tribunale di Cremona, alla stabilizzazione di tutte e tutti i precari della Giustizia e all’efficientamento complessivo della sede. Solo attraverso scelte chiare e coerenti sarà possibile garantire condizioni di lavoro dignitose e un servizio di giustizia efficiente e accessibile per la cittadinanza”.

S.P.

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