Chiesa SS. Trinità: dal restauro
storia, scoperte e nuovi splendori
Stucchi, decori e tanto impegno e professionalità, per un intervento che ha portato con sé anche qualche sorpresa.
Nel pieno centro storico di Cremona, tra Corso Pietro Vacchelli e XX Settembre, sorge la chiesa della Santissima Trinità, fondata nel 1369 e ricca di storia. Una storia che in questi mesi sta tornando alla luce grazie a un importante lavoro di restauro voluto dalla parrocchia di San Michele, concentrato sul presbiterio e sulla cupola, come spiegato da Don Aldo Manfredini.
“Prima abbiamo dovuto intervenire in maniera radicale nella parrocchia a San Michele, poi l’oratorio, adesso ci siamo spostati su questa chiesa – spiega Don Aldo -: è bellissima e davvero ci ha riservato e ci riserverà ancora delle sorprese. Ha moltissime opere d’arte che sono state poi nascoste con la sovrapposizione di altre opere; adesso a mano a mano stiamo riscoprendo tutto questo. Santissima Trinità che però era dedicata precedentemente a San Gregorio, un prete, di cui qui in questa chiesa si conservano da sempre le reliquie”.
“Qualche anno fa, grazie agli studi della signora Mariella Morandi, è stata fatta una ricerca con un libro che abbiamo pubblicato – aggiunge – dove finalmente si è potuto mettere in fila un po’ tutta la storia di questa chiesa; il tutto anche con delle piccole scoperte da archivio da poter conoscere. Ci sono state tante trasformazioni importanti. È in centro storico, è su un corso molto frequentato dai cremonesi perché porta immediatamente alla cattedrale; e quindi è ben rilevabile questa chiesa passando da queste parti”.
Non mancano iscrizioni e date risalenti al XVIII secolo. I lavori in corso, dal costo di circa 200 mila euro e previsti in conclusione entro marzo, rappresentano il primo lotto di un progetto più ampio affidato alla restauratrice Federica Cattadori e al suo team.
“In tempi preliminari all’intervento è stato deciso di asportare dagli organi competenti le diverse ridipinture – commenta e racconta Cattadori – che appesantivano gli stucchi settecenteschi. In questo modo si è esaltata la tridimensionalità degli stucchi e le coloriture originali. Non dobbiamo dimenticare anche l’intervento della cupola che ha preso una grande luce”.
La cupola è interamente dedicata alla Santa Trinità: nel capocielo si trova il Dio Padre dipinto su tela, lo Spirito Santo come elemento ligneo dorato e sporgente, e un gioco di angeli affrescati che lo circondano.
“Una cosa particolare – conclude la restauratrice – è stata la riscoperta avvenuta con l’asportazione della pala d’altare settecentesca, perché è bisognosa anch’essa di restauro. È emerso un affresco probabilmente quattrocentesco, affresco finito con stesura secco. Infatti da una visione ravvicinata è possibile una lettura di quello che doveva essere il dipinto. C’è con un fondo un cielo molto molto acceso, raffigura Cristo attorniato dagli elementi del martirio“.
Andrea Colla