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Caso Aprica, Virgilio: "Assurde le richieste della minoranza"

Il caso Aprica accende il consiglio comunale di Cremona. Il sindaco critica le mozioni della minoranza, mentre si avvia il lungo percorso per l'affidamento del servizio.

Il consiglio comunale di Cremona
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Continua a tener banco il caso Aprica, anche dopo la Commissione di Vigilanza sul dibattito, in particolare sulla sentenza del Tar della Lombardia in merito alla vicenda che ha visto contrapposti Aprica e il Comune di Lodi. Ora il caso è arrivato anche in consiglio comunale, grazie ad una mozione presentata dal consigliere Alessandro Portesani. Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri Roberto Poli (Partito Democratico) e Matteo Carotti (Fratelli d’Italia).

A nome della Giunta ha preso la parola l’assessora Simona Pasquali che ha ribadito quanto già emerso durante le due sedute della Commissione consiliare di Vigilanza sulla “legittimità degli atti assunti del Comune”, aggiungendo che “è iniziato il percorso per l’affidamento del servizio, un percorso complesso in quanto complessa è la normativa al riguardo, così come stabilito da uno specifico indirizzo del Consiglio, inoltre il servizio funziona bene e quanto deciso dal Comune non è stato impugnato”.

A margine, è intervenuto anche il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio. “Trovo un po’ strano il fatto che si chiedano dei momenti di approfondimento tecnico-giuridico in Commissione, nelle Commissioni di Vigilanza, e poi si portino gli stessi temi all’interno del Consiglio Comunale” ha detto. “Anzi, prima si fanno le mozioni per chiedere qualcosa di abbastanza pesante, cioè interrompere un contratto in essere rispetto al gestore, e poi c’è l’approfondimento in Commissione e poi si confermano questi documenti all’interno del Consiglio Comunale”.

C’è una sentenza, ha sottolineato il primo cittadino, “che non riguarda Cremona, ma Lodi, e che non è neppure definitiva. Abbiamo visto che questa sentenza sarà impugnata dal gestore. Ma tutto questo non riguarda il servizio a Cremona, ma a Lodi, dove ci sono delle analogie, ma con una fattispecie sottostante diversa- E questo è stato ribadito anche dai nostri tecnici. Quello che ci chiede la minoranza è sostanzialmente quello di interrompere immediatamente il contratto e fare degli affidamenti diretti attraverso delle ordinanze da parte del sindaco e poi un affidamento diretto di lungo termine, fra l’altro con lo stesso gestore con il quale si deve interrompere il contratto. A me sembra una cosa assurda.

Noi ora stiamo avviando il percorso di gara, che è un percorso importante, che richiede del tempo, anche anni. L’elemento centrale è la qualità del servizio che si dà ai cremonesi”.

Silvia Galli

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