Cronaca

Giustizia riparativa, al Ghisleri l'abbraccio tra Grena e Bazzega

L'incontro all'istituto scolastico tra il figlio del maresciallo dell'antiterrorismo Sergio Bazzega, ucciso dal brigatista Walter Alasia 50 anni fa e Grazia Grena, che in passato ha aderito alla lotta armata tra le fila di Prima Linea.

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Un bacio sulla fronte che Giorgio dà a Grazia, stamattina all’istituto Ghisleri di Cremona in un incontro sulla giustizia riparativa, che è molto più di una semplice manifestazione di affetto.

Giorgio Bazzega è figlio del maresciallo dell’ antiterrorismo Sergio Bazzega, ucciso dal brigatista Walter Alasia 50 anni fa e Grazia Grena in passato ha aderito alla lotta armata tra le fila di Prima Linea.

Sono la carne e il sangue di quelle pagine di storia, facce della stessa medaglia, ieri su barricate opposte, oggi insieme impegnati sui temi della coesione sociale. Non è facile fare i conti col passato, ma si può. E vederli seduti allo stesso tavolo è un’immagine che parla più di mille discorsi, e che va al di là delle etichette ‘vittime’ e ‘colpevoli’.

“Noi vittime non abbiamo il monopolio del dolore”, racconta Giorgio, oggi mediatore penale, “perché il dolore è dappertutto e la vittimizzazione è purtroppo ciò ti porta a fare qualsiasi scelta sentendosi sempre nel giusto”.

“Non è stato facile raccontare a mio figlio che sono stata in carcere, le mie colpe non dovevano ricadere su di lui”, dice ancora Grena.

“Ho odiato quel ragazzo che ha ucciso mio padre – racconta Giorgio -. Io avevo due anni e mezzo. L’ho odiato con tutte le forze. Avevo una rabbia dentro, ho provato le droghe, odiavo tutto e tutti. Poi ho ricominciato a volermi bene. E oggi mi sento miracolato e non odio più nessuno. Perché la giustizia riparativa non è metterci una pietra sopra, ma vedere vittime e carnefici prendersi per mano e attraversare insieme il passato di dolore”.

Simone Bacchetta

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