Politica

Padania Acque, voto contestato: Pasquali chiarisce in Consiglio

Dopo l’interrogazione presentata dalle minoranze sul voto espresso dal Comune di Cremona nell’assemblea di Padania Acque, l’assessora Simona Pasquali chiarisce in Consiglio comunale le ragioni dell’astensione sulla modifica statutaria, ribadendo di aver riportato il dibattito emerso in aula e di aver favorito un ulteriore approfondimento sul tema del limite di mandato.

Padania acque
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La vicenda della votazione sulla modifica dello statuto di Padania Acque torna al centro del dibattito in Consiglio comunale a Cremona. A sollevare il caso è un’interrogazione presentata da un gruppo di consiglieri di minoranza, primo firmatario Andrea Carassai, che contestano il comportamento del rappresentante del Comune nell’assemblea straordinaria dei soci del 18 dicembre, giudicato in contrasto con l’atto di indirizzo approvato poche ore prima dal Consiglio comunale.

A chiarire la posizione dell’amministrazione è intervenuta l’assessora Simona Pasquali, delegata dal sindaco Andrea Virgilio a rappresentare il Comune di Cremona in assemblea. Pasquali ha spiegato che, nel corso della riunione di Padania Acque, ha riportato fedelmente il dibattito emerso in Consiglio comunale, in particolare sul tema del limite di mandato dei rappresentanti negli organi societari. Da quel confronto, ha riferito l’assessora, “è nato un ampio dibattito tra i soci che ha portato l’assemblea a decidere di congelare la modifica statutaria per consentire un ulteriore approfondimento su questo specifico aspetto”. Una scelta della quale, ha precisato Pasquali, il sindaco Virgilio è stato informato.

Prima del suo intervento, il presidente del Consiglio comunale Luciano Pizzetti ha tenuto a sottolineare che “il ruolo dell’assemblea cittadina non è mai stato esautorato”. Per farlo ha letto in aula la trascrizione letterale delle dichiarazioni rese dalla stessa Pasquali durante la seduta consiliare del 18 dicembre, nelle quali l’assessora aveva espresso apprezzamento per l’unità di intenti del Consiglio comunale sulla tutela del carattere pubblico di Padania Acque e si era impegnata a farsi portavoce, in assemblea, delle osservazioni emerse, compresa quella relativa ai limiti di mandato.

L’interrogazione ricostruisce in modo dettagliato l’iter che ha portato alla proposta di modifica dello statuto della società idrica, ricordando come il Consiglio di amministrazione di Padania Acque avesse predisposto il nuovo testo su mandato dell’assemblea dei soci dell’8 maggio 2025, ottenendo il via libera unanime del Comitato di indirizzo e controllo e l’approvazione della quasi totalità dei Comuni soci e della Provincia di Cremona. Anche il Consiglio comunale di Cremona aveva approvato la delibera il 18 dicembre con 22 voti favorevoli e 5 astensioni, rendendola immediatamente eseguibile.

Secondo i consiglieri di minoranza, tuttavia, l’astensione espressa dall’assessora Pasquali in assemblea avrebbe avuto l’effetto di un voto contrario, contribuendo al mancato raggiungimento del quorum dei due terzi del capitale sociale e ponendosi in contrasto con l’indirizzo vincolante espresso dal Consiglio comunale.

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