Salute

L'AI che aiuta a leggere le mammografie: il software si presenta

La donazione di Confimi Industria Cremona, Uniti per la Provincia di Cremona e Amici dell’Ospedale Oglio Po sarà presentata nell’incontro «Percepire l’invisibile. L’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi senologica», il prossimo venerdì 30 gennaio alle ore 17 all’Auditorium Santa Croce di Casalmaggiore

Ezio Belleri
Giovanni Bozzini
Sonia Cantarelli
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Cremona e Oglio Po sono tra i primi ospedali pubblici della Lombardia ad aver introdotto un innovativo software di intelligenza artificiale per la lettura delle mammografie, segnando un passo decisivo verso una sanità sempre più precisa, sicura e orientata alla persona.

La nuova tecnologia affianca il medico radiologo nel percorso diagnostico della patologia mammaria, aumentando l’accuratezza degli esami, riducendo il rischio di errore. Un’innovazione che non sostituisce il professionista, ma ne potenzia le capacità decisionali.

Di questo si parlerà nell’incontro «Percepire l’invisibile. L’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi senologica», in programma venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 17 all’Auditorium Santa Croce di Casalmaggiore, aperto a tutta la cittadinanza (ingresso libero).

L’evento è promosso da Confimi Industria Cremona, dall’associazione Uniti per la Provincia di Cremona e dagli Amici dell’Ospedale Oglio Po, donatori del software innovativo, e si svolge con la collaborazione dell’ASST di Cremona. Un esempio concreto di integrazione virtuosa tra pubblico e privato a beneficio del territorio.

A offrire uno sguardo più ampio sull’impatto dell’intelligenza artificiale in sanità sarà Donato Scolozzi, Partner Healthcare & LifeScience di KPMG, che guiderà una riflessione su come queste tecnologie stiano già trasformando – e trasformeranno sempre più – il sistema sanitario.

Nel dettaglio del funzionamento dell’IA applicata alla diagnosi mammaria entrerà Matteo Passamonti, direttore della Radiologia dell’Ospedale Oglio Po, che interagisce con la Radiologia di Cremona diretta da Laura Romanini.

«L’intelligenza artificiale non sostituisce il radiologo, ma agisce come una seconda o terza opinione qualificata – spiega Passamonti. Oggi ogni esame viene valutato da due radiologi in doppio cieco a garanzia della sicurezza. Con l’IA è come avere in tempo reale migliaia di specialisti esperti, che non si stancano e aiutano a individuare anche lesioni molto piccole o, al contrario, a confermare l’assenza di alterazioni sospette».

L’incontro sarà moderato dal giornalista Simone Arrighi, direttore di CR1, CremonaOggi e OglioPoNews.

I benefici per le donne del Cremonese e del Casalasco sono concreti e immediati: maggiore affidabilità diagnostica e un miglioramento complessivo della qualità del percorso di screening e diagnosi.

Il sistema supporta il lavoro del radiologo in tre ambiti fondamentali, sottolinea Passamonti: «La qualità dell’esame, grazie a un feedback immediato sulla corretta esecuzione della mammografia che evita richiami inutili; la capacità di individuare lesioni molto piccole che talvolta possono sfuggire all’occhio umano; la conferma diagnostica, che aumenta la serenità del medico e della paziente quando l’esame risulta negativo».

Il software utilizza un sistema di codici colore basato sugli standard internazionali (BI-RADS), evidenziando direttamente sulle immagini le aree di attenzione. In questo modo il radiologo può concentrarsi subito sui punti critici, restando sempre il responsabile finale della diagnosi e del percorso clinico.

L’intelligenza artificiale fornisce inoltre informazioni sulla densità mammaria, dato fondamentale per personalizzare i controlli nel tempo e l’intensità dei trattamenti farmacologici e radioterapici. «Non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale – conclude Passamonti – perché uno strumento utilizzato dal medico e per il medico. Grazie alle tecnologie avanzate i professionisti aumentano il loro potenziale per garantire diagnosi sempre più accurate e tempestive».

Sottolinea il valore strategico dell’iniziativa anche Ezio Belleri, Direttore Generale dell’ASST di Cremona: «L’introduzione di questo sistema rappresenta un passo concreto per la senologia e i percorsi di cura dedicati alla salute delle donne. La collaborazione tra competenze umane e innovazione tecnologica permette di aumentare ulteriormente la qualità delle cure e stare al passo con i tempi».

Un risultato reso possibile, conclude Belleri, «da una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Il nostro ringraziamento va ai donatori e alle associazioni che, con lungimiranza, hanno reso possibile l’acquisto di questa tecnologia. Un riconoscimento particolare a Confimi Industria Cremona e alla sua presidente Sonia Cantarelli, che ha creduto e promosso il progetto con energia e passione, a Giovanni Bozzini, segretario di Uniti per la Provincia di Cremona, e a Claudio Toscani, presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale Oglio Po, sempre attenti e vicini alle esigenze dei pazienti e delle nostre strutture».

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