Cronaca

Socialità e doposcuola: le sfide del Cambonino al tavolo di quartiere

La vicesindaca Francesca Romagnoli ha partecipato all’incontro con associazioni, enti e residenti

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“Questo tavolo nasce da una convinzione semplice ma fondamentale: i quartieri non sono periferie da amministrare, ma comunità da ascoltare e da vivere insieme”. Francesca Romagnoli, vicesindaca con delega ai quartieri ai Quartieri e Reti di comunità, è intervenuta nel pomeriggio di martedì 27 gennaio al Tavolo Territoriale – Rete di Comunità al quartiere Cambonino, dove si è tenuto un incontro con più di 20 referenti del mondo associativo e non solo nella sede del Comitato di Quartiere in Piazza Aldo Moro.

I lavori sono stati coordinati da Silvia Gagliardi, responsabile del Servizio Reti di Comunità del Comune di Cremona. L’obiettivo dell’appuntamento è stato favorire la sinergia operativa tra i vari enti, esplorando modalità di coordinamento che permettano di ottimizzare le risorse e valorizzare le progettualità. L’occasione è stata utile inoltre per ragionare delle esigenze e delle criticità di questa parte del territorio.

Presente nel quartiere da pochi mesi con un ufficio, Aler Cremona ha parlato della propria esperienza con il progetto “Teniamoci per Mano” al Cambonino. Lo scopo è favorire la comunicazione con gli inquilini in un contesto dinamico e al tempo stesso delicato. Sono in programma eventi rivolti alla popolazione nei prossimi mesi. I referenti hanno poi messo in evidenza la necessità di una presenza Aler nel quartiere per contrastare la sensazione di abbandono e di sfiducia nei confronti delle istituzioni. Aler, è stato ricordato nel corso dell’incontro, è presente pure allo Zaist.

L’incontro è proseguito con l’intervento dei referenti del Progetto Invecchiamento Attivo “Giovani Dentro” di Auser, un’iniziativa presente su tutto il territorio provinciale di Cremona. La richiesta portata al tavolo è stata di condividere ciò che sul Cambonino esiste e incrociare così bisogni della popolazione anziana. Si è parlato poi del fenomeno in crescita degli anziani stranieri, tema da affrontare in un’ottica di inclusione e coinvolgimento.

All’ordine del giorno, infine la discussione sui progetti in corso nel quartiere da parte di Acli. I referenti hanno parlato delle attività che da quattro anni prevedono, ad esempio un laboratorio settimanale dedicato agli anziani residenti nel quartiere. Sono una ventina le persone che si ritrovano per socializzare ed è previsto anche la pubblicazione di un libro dedicato proprio a queste persone e ai loro ricordi.

Uno dei temi che ha caratterizzato il dibattito è stato poi il nodo del doposcuola. La domanda delle famiglie è senz’altro alta ed è un tema da affrontare collaborando anche con l’oratorio e tenendo conto degli spazi e delle risorse a disposizione. Fondamentale nel quartiere è anche il ruolo del Museo della Civiltà Contadina “Il Cambonino Vecchio”, con tutte le attività e i laboratori fatti anche in un’ottica di integrazione.

La vicesindaca Francesca Romagnoli ha dichiarato: “Come in molte periferie urbane, il Cambonino affronta sfide reali: dalla cura degli spazi pubblici e della manutenzione, alla qualità dei servizi, alle opportunità per i giovani e le famiglie. Sfide che spesso si intrecciano con la complessità sociale: nella popolazione convivono storie diverse, con contributi culturali e sociali preziosi, e la necessità di creare spazi di inclusione vera e di partecipazione per tutti.

Chi lavora ogni giorno in questo quartiere – associazioni, cooperative, comitati, realtà del volontariato, parrocchie, servizi – conosce bisogni, fragilità e risorse molto meglio di qualunque ufficio comunale. Dal mio punto di vista questo non è un dettaglio: è il punto di partenza. Perché senza partecipazione reale non c’è giustizia sociale, e senza prossimità non c’è buona amministrazione. Viviamo una fase complessa: crescono le disuguaglianze, aumentano le solitudini, il lavoro è spesso precario, i servizi pubblici sono sotto pressione.

In questo contesto i quartieri diventano il primo presidio di welfare, di inclusione, di cittadinanza. Ma non possono essere lasciati soli, né caricati di responsabilità senza strumenti. Come amministrazione ci siamo assunti l’impegno di ascoltare, dare risposte e rendere conto. Anche quando le risorse sono limitate, anche quando le decisioni sono difficili. Perché la partecipazione non è una concessione, è un diritto, e la trasparenza è parte della fiducia”.

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