Luoghi del Cuore Fai, piazzamenti deludenti per i siti cremonesi
Per trovare i primi luoghi cremonesi nella classifica generale stilata dal Fondo Ambiente Italiano, si deve scendere al 391esimo posto con i 486 voti ottenuti a pari merito dalla Torre di Azzano di Torlino Vimercati e dal Ponte Vecchio di Isola Dovarese.
Il 21 gennaio è stato pubblicato l’esito del bando per la selezione di progetti di restauro e valorizzazione dei “luoghi del cuore” del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) più votati al XII censimento che si è chiuso pochi mesi fa. In tutto, sul “piatto” 700mila euro, la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario.
Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro. Una dotazione che consente di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo de “I Luoghi del Cuore”. I restanti 180.000 euro sono riservati ai primi tre classificati al censimento, per progetti da concordare con il FAI: al primo posto, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (AT) e a seguire la Fontana Antica di Gallipoli (LE) e la Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro (SP).
Cremona e il suo territorio sono i grandi assenti. I luoghi candidati erano tanti, sia in città che in provincia, ma molti alla fine hanno ricevuto solo un “manipolo” di voti, senza avvicinarsi alla possibilità di ottenere contributi e questo, visto che l’elenco dei luoghi che ne sarebbero “bisognosi” è nutrito, è certamente un peccato. Si consideri che per trovare i primi luoghi cremonesi nella classifica generale si deve scendere addirittura al 391esimo posto con i 486 voti ottenuti, a pari merito per altro, dalla Torre di Azzano di Torlino Vimercati e dal Ponte Vecchio di Isola Dovarese.
Resta tuttavia una piccola consolazione. Infatti la graduatoria del Fondo Ambiente Italiano ha comunque premiato un luogo che, seppur parzialmente, “parla” cremonese. Si tratta dell’Abbazia di Castione Marchesi, frazione di Fidenza. La grande abbazia cistercense, dedicata a Santa Maria Assunta, è risultato l’unico progetto premiato in Emilia-Romagna e fra i venti nuovi progetti in Italia in undici regioni che riceveranno un contributo economico dal Fai, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, perché gli sia restituito un futuro.
Un luogo che è di particolare rilevanza, essendo già particolarmente significativo nella preistoria, quale sito di una importante terramara dell’età del bronzo. In epoca romana il territorio apparteneva al Municipium di Fidenza, posto in chiave strategica sulla Via Emilia.
Ma è nell’Alto Medioevo che la località assurge al più alto prestigio divenendo un ricchissimo monastero di fondazione privata che attestava l’espansione in Emilia degli Obertenghi. Il suo fondatore è il marchese Adalberto II degli Obertenghi, marchese di Massa, duca del Lazio e capostipite della famiglia Pallavicino, una delle maggiori e più antiche casate feudali dell’Italia Settentrionale, annoverata anche come uno dei rami più fiorenti (insieme ai Malaspina e agli Estensi) dell’antichissima stirpe obertenga. Come noto ebbero potere i Pallavicino, proprio nell’area tra Cremona, Parma e Piacenza, in cui costituirono uno Stato (detto appunto Stato Pallavicino comprendente Busseto, Zibello, Polesine, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina ecc.), che godette di indipendenza per secoli.
La chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate, sulle colonne i capitelli decorati mostrano elementi cistercensi e motivi ornamentali rari, mentre nel 1955 è stato scoperto un antico mosaico pavimentale. Il patrimonio artistico dell’abbazia comprende anche un bassorilievo quattrocentesco dell’Assunta, un dipinto murale con la Madonna col Bambino e i resti di un meraviglioso chiostro.
In epoca barocca, la chiesa si arricchì di intagli lignei pregiati. Nell’altare maggiore si trova l’Assunzione della Vergine realizzata nel tardo ‘500 da Fabrizio Sanfedele, un interessante pittore napoletano che si accostò al Caravaggio timidamente, interpretando in chiave veneta, «bassanesca» (Previtali, 1991) il suo moderno uso della luce.
Vi si conserva inoltre un dipinto su tela del “Sacro Cuore” eseguito nella primavera del 1957 dal cremonese Giovanni Misiani. Il progetto di recupero che ha ottenuto il contributo di 25mila euro da parte di Fai e Intesa SanPaolo riguarda il recupero e la valorizzazione del rivellino col titolo “L’Abbazia di Castione Marchesi e il suo rivellino: da luogo di difesa a spazio di accoglienza e incontro”, Attualmente l’edificio risulta inagibile per criticità strutturali, in particolare alla copertura, e uno stato di degrado degli ambienti interni che ne mette a rischio la conservazione.
Il progetto, presentato dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta, prevede il recupero del tetto – con il riutilizzo dei materiali originali – e degli spazi interni. Al piano terreno sorgerà una sala di accoglienza con pannelli e dotazioni multimediali per introdurre il visitatore alla storia del monastero, mentre al primo piano saranno realizzati ambienti di ospitalità destinati ai pellegrini della Via Francigena, in continuità con la vocazione originaria del luogo.
Attorno al progetto per il rivellino si è inoltre consolidata una rete ampia e strutturata di portatori d’interesse: sono oltre quattordici le attestazioni di collaborazione e di cofinanziamento che testimoniano il coinvolgimento sia di piccole imprese edili locali, impegnate nei lavori, sia di soggetti istituzionali e del territorio quali il Comune, la Diocesi, le scuole e diverse associazioni culturali e locali. Tale partecipazione conferma l’esistenza di una comunità viva e attivamente impegnata.
Tra le lettere di sostegno al progetto figurano anche quella del Complesso Monumentale della Pilotta, che garantirà un supporto scientifico per specifiche iniziative culturali e una attestazione di valore culturale proveniente addirittura dal Giappone, a firma della storica dell’arte e docente presso l’Università di Waseda di Tokyo, Yoshie Kojima, specializzata nell’arte romanica e gotica italiana, nota per il suo studio approfondito del Duomo di Fidenza. La gestione futura degli spazi sarà affidata alla collaborazione tra la Parrocchia di Santa Maria Assunta e l’APS Abbazia Castione Marchesi, assicurando così un presidio continuo del luogo e una programmazione culturale stabile e duratura.
Paolo Panni, Eremita del Po