Bossi (Lega): "Agazzi? Mi dispiace l'addio, non commento scelte personali"
Parla il segretario provinciale della Lega per Salvini premier Simone Bossi, dopo le dimissioni del responsabile dell'area casalasca. Un anno fa aveva lasciato l'incarico anche la segretaria della sezione di Soresina, Alice Ferrari
“Non entro nel merito delle motivazioni personali che hanno spinto Simone a lasciare. Sapevo da un po’ che lamentava alcune difficoltà, e ieri quando mi ha comunicato le dimissioni ho preso atto della sua scelta. Ovviamente mi dispiace”.
Il segretario provinciale della Lega, Simone Bossi, non vuole replicare alle parole che Simone Agazzi (già segretario della Lega casalasca e militante di lungo corso) ha espresso pubblicamente nell’annunciare la sua uscita dal partito, con chiare accuse a quello che a suo dire è l’abbandono da parte di Matteo Salvini, degli interessi del nord: federalismo, una sanità efficiente, infrastrutture in primis. “Non mi sentirete mai andare contro il mio segretario – aggiunge Bossi – sarà Simone a giustificare come mai abbia usato quei termini”.
Certo, un problema di emorragia di voti c’è per il partito di Salvini, che a livello provinciale (Crema e Cremasco esclusi) conta circa 230 tra iscritti e simpatizzanti e questo è un tema nazionale. “Ma è una ruota che gira”, afferma Bossi, ricordando gli alti e bassi vissuti dagli altri partiti del centrodestra, da Forza Italia a Fratelli d’Italia. “Io vorrei ricordare quanto la Lega sta facendo di buono con ministri come Giorgetti, il primo ministro dell’Economia che è riuscito a fare abbassare il debito pubblico in Italia e ad uscire dalla procedura di infrazione dell’Ue. Se i mutui per le famiglie italiane sono meno pesanti che in passato il merito è suo. O come la ministra alla disabilità Locatelli, che ha dato visibilità a problematiche che in precedenza non avevano neppure un ministero di riferimento”.
E naturalmente, la legge sull’Autonomia, “certo tutto è perfettibile, ma ora sta arrivando in dirittura e non ricordo da quanti anni se ne stava parlando”.
Restano sul tappeto i problemi provinciali. Casalmaggiore non è l’unica delusione in casa leghista, a fine 2024 si era dimessa anche la segretaria del circolo di Soresina, Alice Ferrari, mai più sostituita. “La sezione di Soresina andrà strutturata in maniera diversa, bisognerà pensare a una soluzione che tenga insieme anche Castelleone e Casalbuttano. I tempi sono cambiati e il modo di fare politica è molto diverso da come poteva essere 15 – 20 anni fa, e il nostro è il più ‘vecchio’ ormai, tra i partiti esistenti”.
Ma ci sono anche roccaforti che resistono: “Io sono molto soddisfatto della Lega di Pizzighettone, dove abbiamo una sezione efficiente, con 12 persone attive e un sindaco molto bravo che sta lavorando bene su partite difficili come ad esempio il raddoppio ferroviario. E poi penso a Casalmaggiore con Filippo (il sindaco Bongiovanni, ndr) che è un ottimo amministratore, o Ostiano, con Canzio Posio“.
Intanto però la Lega sta vedendo crescere i contendenti alla sua destra: c’è il nuovo partito a cui potrebbe dare vita Vannacci e poi il già esistente Patto per il Nord dell’ex Paolo Grimoldi, a cui è approdato l’ex segretario della Lega di Cremona Alessandro Carpani e che potrebbe attrarre proprio gli ultimi fuoriusciti dalla Lega di Salvini.