Kadeem Allen: il play che ha rilanciato la Juvi verso una salvezza tranquilla
Kadeem Allen ha portato serenità in casa Juvi, contribuendo al filotto di cinque vittorie consecutive. La sua leadership e qualità in campo hanno migliorato le prestazioni di Garrett e trasformato la squadra in un avversario temibile e motivato
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Non sempre i cambi in corsa portano giovamento, anzi, talvolta quasi peggiorano le cose. A volte, invece, un singolo innesto può svoltarti un’intera stagione. Ci sono ancora 14 partite da giocare e i giudizi definitivi non si danno a gennaio, ma è innegabile che dall’arrivo di Kadeem Allen, la Juvi abbia letteralmente cambiato volto.
Cinque vittorie in otto partite, peraltro consecutive, con vittime illustri come le capolista Brindisi e Rimini, con una classifica che ha già dimostrato di poter cambiare repentinamente ma che ora permette un certo grado di serenità, visto il +6 sulla zona play-out. La parola chiave sembra proprio essere “tranquillità”, quella che il play ex Forlì ha saputo infondere nei compagni innescando un circolo virtuoso evidente sia nel gioco che nei risultati. Allen, pur non disdegnando affatto il canestro, è un play piuttosto puro per gli standard che ormai vanno per la maggiore, un tipo di giocatore del quale la Juvi aveva decisamente bisogno.
Al talento unisce personalità e spalle larghe per prendersi responsabilità importanti e, nel frattempo, in difesa ringhia esattamente come gli altri. Un punto di riferimento, che porta in dote anche la possibilità di esplorare nuovi quintetti, con capitan Panni ultimamente più incline a vestire i panni del “2” per sfruttarne al meglio la pericolosità al tiro.
La sua presenza in campo giova alla squadra in tanti modi diversi, non ultimo quello di spalla sulla quale Billy Garrett si sta appoggiando per spiccare il volo. Garrett nelle prime 16 gare? 15,4 punti a partita, con qualche finale di gara gestito in maniera discutibile. Garrett nelle 8 in coppia con Allen? 20,5 ad allacciata, che diventano 23 tondi nelle ultime cinque vittoriose uscite, tirando con il 57% da tre e il 91% ai liberi e trasformandosi in un autentico killer quando la palla scotta. Non sbagliamoci, la striscia positiva nasce dalla ferocia difensiva che sta animando gli oroamaranto, ma la continuità raggiunta dalla guardia ex Knicks è oro colato per coach Bechi, che vede coronata dall’altra parte l’applicazione difensiva dei suoi.
Non solo Garrett: dall’arrivo di Allen (e grazie alle vittorie) un upgrade lo hanno fatto in tanti. Barbante, ad esempio, che con il 22+9 con sei triple di Torino ha suggellato un filotto di gare vissute finalmente con convinzione e da protagonista. Oppure Bortolin, che da buon lungo che si rispetti ci ha messo un po’ per carburare e ritrovare la condizione, ma che ora è una risorsa fondamentale sui due lati del campo (69% da due e 1,6 stoppate nelle ultime cinque). E poi Vecchiola, che dalla panca non porta più solo energia ma anche triple pesanti (vedasi il blitz di Rimini), senza dimenticare i guerrieri La Torre e Del Cadia, talvolta meno utilizzati ma prontissimi a spendersi per la causa, alimentando quel fuoco difensivo marchio di fabbrica del magic moment juvino.
Come detto all’inizio, ne mancano 14 alla fine, cioè un’eternità e anche qualcosa di più. Tuttavia, la serenità non è reato e, come al solito, si dice che vincere aiuti a vincere. A proposito: sabato alle 20:30 al PalaRadi c’è Livorno, lanciata come un treno nella sua rincorsa alla vetta. Sgambettino?