Anno giudiziario tra riforma e reati: a Cremona cresce il revenge porn tra i più giovani
All'inaugurazione dell'anno giudiziario a Brescia, la presidente Di Rosa ha discusso dell'aumento dei reati giovanili, come il revenge porn, e delle difficoltà nella lotta a truffe, sottolineando la necessità di riforme e potenziamento del personale nei tribunali
Si è svolta questa mattina a palazzo di giustizia di Brescia la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che è stata aperta dall’intervento della presidente della Corte d’Appello Giovanna Di Rosa, dirigente degli uffici giudiziari del distretto, che oltre al tribunale di Brescia comprende anche Mantova, Cremona e Bergamo.
Tema principale toccato in quasi tutti gli interventi, quello del referendum sulla riforma della giustizia.
Per quanto riguarda i reati, c’è sempre grande attenzione ai delitti riguardanti il cosiddetto “Codice rosso”, che sono la gran parte, ma a Cremona in particolare si evidenzia un forte aumento, soprattutto tra i più giovani, dei casi di revenge porn e di quelli riguardanti lesioni personali dolose aggravate dalla relazione affettiva o di convivenza, soprattutto nei rapporti genitore-figlio.
I reati che invece hanno presentato maggiori difficoltà nella fase investigativa sono state le truffe ai danni dello Stato, in particolare quelle concernenti il “Super bonus”. In controtendenza rispetto agli altri circondari, risultano procedimenti iscritti per i reati di frodi comunitarie e di indebita percezione di utilità da parte dello Stato, che passano da 19 a 25.
Nella sua relazione, il procuratore generale Guido Rispoli ha anche parlato del problema delle morti bianche, e all’inizio del suo intervento ha lanciato l’allarme sulle gravissime scoperture del personale amministrativo dei tribunali, compreso quello di Cremona.