Cremonese

Fuori dai giorni della merla, anche nel cremonese rinnovati i tradizionali riti con canti e falò

Numerose località hanno ospitato canti popolari e fuochi per dire addio all'inverno

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Gli ultimi tre giorni di gennaio sono considerati i più freddi dell’anno. Secondo l’antica tradizione se i giorni della “merla” sono freddi, la primavera sarà bella, se sono caldi la primavera arriverà tardi.

Per quest’anno non si può dire che il freddo sia stato particolarmente pungente, ma tant’è, le tradizioni vanno rispettate. Difficile dire se saranno una valida cartina di tornasole per prevedere l’andamento della prossima stagione, ma sicuramente aiutano a unire le comunità locali. Anche grazie ai canti popolari che vengono proposti in numerose località soprattutto in Lombardia e Emilia-Romagna. 

Le foto si riferiscono a Crotta d’Adda dove sulle rive del fiume la corale della Valle dell’Adda “Paolo Asti” ha proposto i tradizionali canti folcloristici e come rito finale el bal del Martìin e Mariàna e il tradizionale falò de la vècia. Come da programma a fine serata presso l’area “Stallone” degustazione di prodotti tipici offerta dall’Associazione “Amici del fiume”. 

La leggenda della merla, uccello bianco che si rifugiò nel camino per sfuggire al gelo, diventando nero, ha tenuto banco anche quest’anno con i tradizionali canti in dialetto che celebrano il passaggio dall’inverno alla rinascita della natura.

Nel cremasco da Offanengo a Ripalta Nuova e poi ancora a Moscazzano, Spino d’Adda e Pianengo. A Ostiano l’evento è stato organizzato dal Comune in collaborazione con il gruppo Trattoristi e la Protezione Civile di Stagno Lombardo. Nel pomeriggio di domenica, a Soresina, i Cantori della Pro loco con cappello e tabarro per il gran finale si sono esibiti alla Zucchi Falcina allietando gli ospiti della Rsa.

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