Giorno del Ricordo a Cremona e Crema: il valore della memoria per le nuove generazioni
Due incontri con gli studenti a Crema e Cremona e con Casalmaggiore collegato per ricordare le vittime delle foibe e gli esuli istriano-dalmati, in occasione del Giorno del Ricordo che si celebra il 10 gennaio. Ospite lo storico Franco Cecotti.
Cremona ha aderito alle iniziative del Giorno del Ricordo 2026, inserite nel progetto “Essere cittadini europei – Percorsi per una memoria europea attiva”, con un incontro dedicato agli studenti delle scuole superiori, chiamati a confrontarsi con una delle pagine più complesse e dolorose della storia del Novecento italiano ed europeo. Due gli appuntamenti, prima nella Sala Alessandrini a Crema, poi nell’Aula Magna del Torriani a Cremona con anche le scuole di Casalmaggiore in collegamento.
Protagonista dell’incontro è stato Franco Cecotti, storico e ricercatore dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia, che ha proposto una lettura ampia e documentata degli eventi che, dal 1914 al 1954, hanno segnato il confine orientale. Il suo intervento, dal titolo “Guerra e violenza al confine orientale. 1914–1954”, ha ripercorso le tensioni nazionali, politiche e sociali che portarono alle foibe e al lungo esodo di centinaia di migliaia di italiani da Istria e Dalmazia.
Nel suo dialogo con i ragazzi, Cecotti ha posto l’accento sul senso profondo del ricordare oggi: “Ogni ricostruzione di ciò che avviene durante la Prima e la Seconda guerra mondiale è importante – ha spiegato – perché le guerre sono alla base di disastri che producono vittime. Questo è il messaggio più urgente da trasmettere ai giovani, soprattutto in un tempo in cui non ci sono più testimoni diretti delle violenze. Studiare il passato serve a sviluppare una coscienza di cosa sia il conflitto e soprattutto a capire come evitarlo, anche nei gesti individuali. Non è semplice dire come, ma è fondamentale provarci in tutti i modi possibili”.
Il racconto storico ha ricostruito le due ondate di violenze di massa: la prima dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione jugoslava dell’Istria e le eliminazioni dei cosiddetti “nemici del popolo”; la seconda nel maggio 1945, con l’arrivo delle truppe di Tito nella Venezia Giulia. Vicende culminate nel Trattato di pace di Parigi del 1947 e nella lunga attesa per il definitivo ritorno di Trieste all’Italia nel 1954.
“Il Giorno del Ricordo serve a ricordare le vittime delle foibe e dell’esodo, che hanno interessato anche Cremona, dove furono attivati campi profughi nelle ex caserme per accogliere gli istriani arrivati in città”, ha ricordato Bottoli, responsabile del Progetto “Essere cittadini europei. Percorsi per una Memoria europea attiva”. L’incontro si inserisce in un percorso più ampio che porterà alcuni studenti a partecipare al Viaggio della Memoria dell’8–10 aprile, con tappe a Norimberga e al campo di concentramento di Flossenbürg. “Norimberga è una città simbolo del Novecento – ha aggiunto Bottoli -, luogo della propaganda nazista, ma anche dei processi che hanno segnato la nascita del concetto moderno di diritti umani. A Flossenbürg, campo nato per oppositori politici provenienti da tutta Europa, ricorderemo in particolare il generale Guglielmo Pesce, figura della Resistenza, assassinato nel campo, la cui storia verrà approfondita anche attraverso una mostra dedicata.
Il progetto, che si inserisce in un percorso condiviso con la Rete delle scuole superiori della provincia di Cremona, dagli incontri preparatori ai viaggi, fino alla visione dei filmati storici, ha un unico obiettivo: fornire strumenti di conoscenza critica, perché la memoria non resti un rito formale ma diventi consapevolezza.