Cronaca

Carcere di Cremona, Piloni (PD): "Sovraffollamenti e disagi, Regione faccia la sua parte"

Il tema affrontato dal consigliere regionale in un'interrogazione alla giunta Fontana

Il carcere di Cremona
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Sulla situazione riguardante la Casa circondariale di Cremona – Ca’ del Ferro il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni ha presentato nella giornata di martedì un’interrogazione alla giunta lombarda, chiedendo di fare chiarezza sulle interlocuzioni avviate con il Governo e sulle azioni messe in campo per affrontare il sovraffollamento, le emergenze sanitarie e il crescente disagio psichico all’interno dell’istituto.

Nel testo Piloni ricorda come, a fronte di una capienza regolamentare di 394 posti, il carcere di Cremona ospiti attualmente 620 detenuti, con un tasso di affollamento che supera il 157%.
“Una situazione – sottolinea il consigliere – che incide pesantemente sulle condizioni di vita e sul benessere psicofisico di detenuti e personale, determinando i dati drammatici che hanno contraddistinto gli ultimi anni per numero di suicidi e di casi di disturbi psichici gravissimi”.

Regione Lombardia – ricorda Piloni – ha precise responsabilità in materia di tutela della salute delle persone detenute ed è per questo che la chiamiamo in causa, per sapere come intenda intervenire per migliorare le condizioni di vita, garantendo la salute mentale, ma anche affrontando le problematiche igienico-sanitarie legate alle infestazioni di insetti”.

Infine, Piloni richiama il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena, domandando quali azioni siano oggi operative per rafforzare i percorsi di istruzione, formazione e lavoro all’interno dell’istituto, considerato che solo una minoranza dei detenuti risulta coinvolta in attività lavorative o scolastiche.

“Il carcere di Cremona, soprattutto a causa del sovraffollamento, sta attraversando da tempo una situazione di pesanti difficoltà e non si può continuare a scaricare il peso di queste falle strutturali solo sulla direzione, sui detenuti, sugli operatori sanitari – e quindi sulla stessa ASST – e sul personale della polizia penitenziaria, ma anche su avvocati, magistrati e Uffici di esecuzione penale esterna. Servono risposte e interventi immediati da parte di Regione e Governo ed è quanto, con questa interrogazione, pongo alla Giunta regionale, richiamando anche l’indirizzo espresso dal Consiglio regionale sulla necessità di rafforzare il presidio e gli interventi di carattere sociosanitario” conclude Piloni.

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