Il negozio non c'è, dieci mesi al truffatore. La vittima: "Mi sono sentito preso in giro"
Raggiri online: l'imputato, un napoletano, è stato condannato per una truffa su un sito di annunci
“Se ritiro la querela?. Neanche morto”. Così aveva risposto al pm onorario Silvia Manfredi, Francesco, un giovane caduto nella rete di un truffatore. Oggi Raffaele, l’imputato, è stato condannato a 10 mesi di reclusione e a 200 euro di multa (il pm aveva chiesto un anno e 900 euro di multa).
Francesco si è sentito preso in giro. “Non voglio soldi, ma voglio che l’imputato venga condannato perchè per questa cosa ho visto il mio fratellino disperato“. E così è stato. Il giudice gli ha creduto.
Cinque anni fa, Francesco, che a processo non si è costituito parte civile, aveva visto un annuncio su Instagram sulla vendita “a prezzi stracciati” di biciclette elettriche, un monopattino, quattro telefoni cellulari. “Tutto a 400 euro l’uno”. Francesco, che aveva da parte 3.000 euro e che voleva fare dei regali, soprattutto al suo fratellino di 17 anni, pensava fosse una grande occasione, e aveva acquistato tutto ciò che c’era in vendita. “Sembrava tutto regolare, sito bello, perfetto, facevano vedere i prodotti nel dettaglio”. Costo complessivo: 1920 euro.
“Ho scritto subito e mi hanno risposto che dovevo contattare un numero su WhatsApp. Ho parlato con un uomo con cui mi sono messo d’accordo e in giornata ho fatto la ricarica con i dati intestati alla persona con cui avevo parlato“. “Ho effettuato più transazioni”, aveva raccontato Francesco, che però, una volta pagato il tutto, non si era visto arrivare nulla, scoprendo anche che il negozio elettronica con sede a Capri a cui il sito rimandava non esisteva. “Quando ho chiamato la persona con cui avevo parlato mi sono sentito ridere in faccia e quello ha iniziato a insultarmi in napoletano“.
Disperato e arrabbiato, Francesco si era rivolto alla polizia postale presso cui aveva sporto denuncia. Le indagini hanno portato ad identificare Raffaele, autore della truffa.