Cronaca

Passi carrai "fantasma", i residenti multati chiedono spiegazioni

"Se questa tassa era dovuta, perchè non ci è stata mai richiesta e invece è arrivata una notifica di mancato pagamento per il 2025, gravata di mora?" si chiedono i residenti sanzionati. E intanto alcuni di loro hanno presentato in Comune la richiesta di annullamento in autotuela

Uno dei "carrai" sanzionati in via Darlerio
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Chiedono soltanto chiarezza i proprietari delle villette con cancello che dà accesso alla strada, multati per l’omesso versamento del CUP, canone unico patrimoniale sui passi carrai. 15 euro di tassa che diventano 33 a causa della mora per ritardato pagamento: il problema però non sta nella cifra, di per sè esigua, ma nel fatto che non avessero idea di essere tenuti al pagamento. E soprattutto, nel fatto che la dicitura sulle lettere di  “Accertamento esecutivo di violazione” arrivate nella prima metà di dicembre  dall’Ica, il concessionario dei tributi per conto del Comune, la causale fa riferimento ad una espressa richiesta del passo carraio da parte del proprietario, cosa che in nessuno dei casi segnalati è avvenuta.

Le abitazioni interessate dalle multe esistono da almeno una cinquantina d’anni e sono distribuite in diverse zone della città, come in via Darlerio, laterale di via Bergamo. Tra coloro che hanno ricevuto l’avviso, ci sono anche alcuni proprietari di abitazioni di via Castelmonte e  via Castelfiorito, laterali di via Castelleone, che tra l’altro non capiscono come mai alcuni residenti siano stati destinatari dell’accertamento e altri no. Alcuni hanno ricevuto un doppio verbale, altri verbali intestati al coniuge che però non è intestatario dell’abitazione. Altri ancora il codice fiscale non corrisponde all’intestatario della lettera.  Tanti i dubbi di natura giuridica che sono sorti e le spiegazioni ricevute da Ica (ma anche dal Comune) non sono state chiare. Anzi, hanno creato ancora più dubbi.

Per questo un gruppo di sanzionati ha protocollato una richiesta di chiarimenti con contestuale richiesta di annullamento delle sanzioni, lo scorso 26 gennaio in Comune, chiedendo una risposta entro 7 giorni. Probabilmente la risposta arriverà dal Consiglio Comunale di domani dove è in programma la discussione di un’interrogazione di Alessandro Portesani che raccoglie proprio le domande dei residenti.

“Non era proprio possibile – si legge tra l’altro nel documento –  prima di comminare accertamenti di violazione che tra indennità, sanzioni, interessi e spese, superano il 100% del canone, informare tutta la cittadinanza con istruzioni ed indicazioni mirate a far regolare la propria posizione entro un determinato orizzonte temporale?”, la prima domanda.  Poi vengono evidenziate discrepanze rispetto a quanto si legge nell’articolo 37 del Regolamento per l’applicazione del CUP, dove sembra di capire che il pagamento del canone per i passi carrai a raso, sia necessario solo dietro richiesta del titolare: “In quali casi è obbligatorio regolarizzare la posizione considerando le differenze tra accessi a raso, cancelli a filo strada, abbassamenti del marciapiede, assenza del marciapiede, scivoli con o senza la presenza del marciapiede, etc?”.

Vengono evidenziate le difficoltà riscontrate nel richiedere spiegazioni, “considerando le differenti, non esaustive e per niente chiare risposte ricevute dai vari incaricati” e ancora “come mai le note di carattere tecnico diffuse solo successivamente alle diverse osservazioni da chi ha ricevuto gli accertamenti non sono state esplicitate sugli avvisi notificati e non sono neanche state oggetto di una comunicazione preventiva generalizzata?”

Su tutto, c’è anche il dubbio che la richiesta di pagamento per questi tipi di passi carrai sia stata dichiarata  illegittima da una ordinanza della Cassazione del 2022.

“Il presente documento si legge ancora –  intende sollecitare un chiarimento puntuale e trasparente sull’impostazione adottata dall’Amministrazione, affinché l’applicazione del Canone Unico Patrimoniale avvenga in modo equo, comprensibile e coerente con i principi di buona amministrazione e corretto rapporto tra ente pubblico e cittadini. Pertanto, alla luce delle criticità emerse, chiediamo oltre la chiarezza, l’annullamento in autotutela degli accertamenti già emessi, ed in particolare nei casi: a) relativi a situazioni pregresse mai contestate in precedenza; b) privi di verbale di accertamento sul posto; c) caratterizzati da oggettiva incertezza interpretativa; d) vizi di forma sull’emissione di alcuni accertamenti”.

“Se questa tassa era dovuta, perchè non ci è stata mai richiesta e invece è arrivata una notifica di mancato pagamento per il 2025, gravata di mora?” la domanda che sintetizza tutte le altre.

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