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Settima medaglia azzurra alle Olimpiadi: Lorello è bronzo a dieci minuti da casa

Milanese di 24 anni, l'italiano chiude una gara spettacolare vinta dal norvegese Eitrem con il record olimpico. Quarto Ghiotto

Lorello sul terzo gradino del podio (foto: Coni)
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E’ un bronzo che profuma di impresa quello conquistato da Riccardo Lorello, nei 5000 di speed skating. Si tratta della settima medaglia per l’Italia in queste Olimpiadi Invernali. Milanese di 24 anni, Lorello chiude una gara spettacolare vinta dal norvegese Eitrem (record olimpico 6’03”95). Argento al ceco Jilek. Quarto l’azzurro Davide Ghiotto.

Milanese, un passato da pattinatore a rotelle, Lorello ha corso in casa. “Abito veramente a dieci minuti da qui. E’ stato bello perché ho tutta la famiglia, i miei amici, gli avversari delle rotelle e soprattutto sono contento perché ci sono tutti i miei nonni che sono riusciti a venire tutti a vedere la mia gara olimpica. Penso che rimarrà nel loro cuore”, ha detto dopo la sua prestazione, prima di essere certo di aver conquistato una medaglia.

L’esordio sui pattini a rotelle, disciplina di famiglia. “Papà era un atleta, è stato il mio allenatore finché non ho cambiato dalle rotelle al ghiaccio e sono passato nelle mani di Maurizio Marchetto”, ha spiegato. Nel squadra italiana di pattinaggio di velocità, che conta già due medaglie dopo l’oro di ieri di Francesca Lollobrigida, il 23enne atleta dell’esercito ha trovato “un gruppo stupendo, siamo una famiglia. Anzi, passiamo durante l’anno più giorni assieme tra noi che con i parenti. Sono diventati anche loro la mia famiglia”.

Studente di Scienze dei Servizi giuridici, “quest’anno ho messo in pausa gli studi” per dedicarmi allo sport. Scelta che ha premiato. In pista “oltre alla performance fisica, la cosa che bisogna più affinare è la testa: sei da solo, sei te e la tua sofferenza durante la gara. Mentre sei lì che gareggi e pattini è difficile sentire il tifo, quello che senti prima è la fatica delle gambe e i tuoi allenatori a bordo pista”, confessa dopo la sua prestazione, di cui “non ricordo nulla”.

Fonte www.adnkronos.com

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