Storia, fede e qualche novità: a Sant'Agata presentati i reliquiari restaurati
A spiegare gli interventi la storica dell'arte Mariella Morandi e l'artigiano argentiere Achille Saulle
Un importante lavoro, per restituire alla comunità due opere riportate ai grandi fasti di un tempo.
In occasione della festa patronale di Sant’Agata, nella parrocchia cremonese che porta il suo nome, sono stati presentati due reliquiari, restaurati da un artigiano argentiere ed esposti durante una conferenza organizzata nel pomeriggio di sabato nel teatro parrocchiale.
A spiegare gli interventi sui cimeli, che contengono alcuni dei resti delle sante Agata e Firmina, la storica dell’arte cremonese Mariella Morandi.
“Sant’Agata è la santa titolare – spiega Morandi – e di lei sappiamo tutto. Santa Firmina invece la conosciamo un po’ meno; il dettaglio molto interessante però è che nella costruzione medievale della chiesa, quella precedente all’attuale che è datata alla fine del Quattrocento, c’era una cripta, adibita proprio ad oratorio di Santa Firmina”.
“I due reliquiari – aggiunge la storica dell’arte – sono due opere di oreficeria di alto livello ed è un piacere vederli qui”.

A partecipare alla presentazione è anche l’artigiano incaricato Achille Saulle e Don Daniele Piazzi. Grazie al restauro non sono mancate novità inaspettate, con protagonista il reliquiario di Santa Firmina.
“Si era sempre pensato fosse un reliquiario modesto – afferma Morandi -, anche di fattura ottocentesca. Con il ripristino e la pulitura invece si sono potute leggere meglio le iscrizioni presenti: si è potuto così appurare che questo, non solo è un reliquiario cinquecentesco, ma è anche firmato da Galeazzo Cambi della famiglia dei Cambi Bombarda”.
“Sant’Agata è sempre molto amata – conclude, guardando la platea gremita di spettatori -; qui ci sono anche tante persone non della parrocchia ma che seguono gli eventi che riguardano l’arte cremonese, le conferenze, gli incontri e che quindi sono venuti oggi attratti da questa novità”.