Cronaca

Comitato di Quartiere Centro, arriva la svolta: individuata nuova sede temporanea

La presidente La Fata: "Solo stando tra la gente possiamo ascoltare, raccogliere segnalazioni e lavorare insieme per migliorare il quartiere"

La chiesa di San Pietro e l'oratorio
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Il comitato Quartiere Centro ha individuato una sede temporanea per le attività del direttivo e per l’avvio dei punti d’ascolto rivolti ai residenti. La presidente Rita La Fata spiega: “Per questo mese ci riuniremo per la prima – e credo unica – volta alla Casetta. Abbiamo invitato anche le istituzioni, così da mostrare direttamente le criticità che segnaliamo da tempo”.

Grazie alla collaborazione con don Giampaolo Maccagni, parroco dell’unità pastorale Sant’Omobono – con il Duomo, San Pietro e Sant’Imerio –, il comitato potrà contare su uno spazio stabile: “Abbiamo ottenuto una stanza nell’oratorio di San Pietro. Lì potremo riunirci una volta al mese come direttivo e stabiliremo anche un giorno a settimana per un punto d’ascolto di un paio d’ore, sempre grazie alla disponibilità di don Giampaolo”.

La presidente sottolinea l’obiettivo di ampliare la presenza sul quartiere: “Continuerò a insistere per ottenere una semplice scrivania a Spazio Comune così da creare un secondo punto d’accesso. Il Quartiere Centro è molto esteso e per raggiungere più persone sto chiedendo ai parroci la possibilità di utilizzare, a rotazione, piccole salette nei vari oratori. In questo modo possiamo incontrare più residenti, farci conoscere e arrivare finalmente a organizzare un’assemblea pubblica partecipata”.

La Fata ribadisce le principali problematiche del quartiere: “Il decoro urbano resta un problema enorme. Ho un buon rapporto con Aprica e non posso dire di non essere ascoltata, ma la situazione in molte vie – da via Dante a viale Trento e Trieste – continua a essere critica. Sono strade che non si associano immediatamente al centro storico, ma appartengono al quartiere e presentano molta sporcizia”.

Altro tema centrale è la sicurezza: “Anche qui non posso dire di non essere considerata dall’assessore competente, che interviene quando può. Se arriveranno nuove forze, come sembra, tanto meglio: ne abbiamo bisogno. La percezione di insicurezza è forte. La gente esce poco la sera perché non si fida, e purtroppo qualche episodio continua a verificarsi”.

La presidente conclude: “Solo stando tra la gente possiamo ascoltare, raccogliere segnalazioni e lavorare insieme per migliorare il quartiere. La nuova sede e i punti d’ascolto sono un passo avanti, ma serve l’impegno di tutti“.

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