“Hevala”: il 15 febbraio al circolo Arcipelago la storia del Rojava tra teatro e attualità
Uno spettacolo teatrale e un incontro per riflettere sulla rivoluzione curda e sui recenti attacchi in Siria
In un momento di estrema criticità per l’Asia Occidentale, il Circolo Arcipelago (via Speciano, 4) ospita un evento che unisce l’intensità del teatro all’analisi giornalistica sul campo. Domenica 15 febbraio, alle ore 18, andrà in scena lo spettacolo Hevala – storia di una ragazza curda, seguito da un dibattito sull’attuale crisi nella Confederazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est.
Il monologo, scritto e interpretato da Giulia Angeloni (attrice diplomata alla Paolo Grassi e fondatrice della compagnia I Franchi), dà voce a Rozerin, una diciassettenne di Afrin. Attraverso i suoi occhi, il pubblico scoprirà non solo una vicenda intima di resistenza contro l’Isis e le minacce statali, ma l’intera parabola del confederalismo democratico curdo.
Al termine della performance, la serata proseguirà con un tavolo di confronto per analizzare la delicata situazione in Siria. Il dibattito: tra l’urgenza della cronaca e la forza della libertà Al termine della performance, la serata proseguirà con un tavolo di confronto necessario per analizzare i drammatici e violenti sviluppi in Siria.
“Al centro del dialogo ci sarà la potenza di “Jin, Jiyan, Azadî” (Donna, Vita, Libertà)” spiegano gli organizzatori. “Questo non è solo uno slogan, ma il cuore pulsante di una proposta politica radicale e necessaria: l’idea che non possa esserci una società libera e in pace senza la piena liberazione della donna.
In un mondo segnato da conflitti e crisi ambientali, questa visione di democrazia integrale non è solo un’alternativa possibile, ma una bussola essenziale per la sopravvivenza stessa della dignità umana. Un patrimonio di libertà che oggi, di fronte ai nuovi attacchi e all’avanzata di forze oscurantiste, rischia di essere distrutto proprio mentre avrebbe più bisogno di essere difeso e condiviso”.
Interverranno per approfondire queste prospettive, Alessia Manzi (giornalista indipendente che da anni documenta con sensibilità la questione curda – collaboratrice per il manifesto, El País, The New Europea) e Maria Caletti di Rete Jin, collettivo politico di donne che porta in Italia l’esperienza e le pratiche del movimento delle donne curde.
L’evento assume un valore simbolico ancora più profondo cadendo nel 27° anniversario dell’arresto di Abdullah Öcalan, il leader che ha teorizzato il confederalismo democratico come via per la pace.