Cronaca

Ex fornace, fervono i lavori al Forno Piccolo: le prime immagini degli interni

Si stanno installando gli infissi. Due gli ingressi, al piano terra da piazza Cadorna; al piano superiore tramite una scala esterna in acciaio e un'ascensore

Foto e riprese Gianpaolo Guarneri - Studio B12
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E’ un viaggio nel passato, quando ai margini delle mura a sud di Cremona sorgevano gli stabilimenti della gloriosa Fornace Frazzi, che produceva laterizi esportati in tutta Europa. E allo stesso tempo, l’intervento che sta per concludersi al forno Piccolo, tra viale Po e il supermercato Coop, è un esempio di restauro conservativo che consentirà di qui a pochi mesi al Laboratorio del Cotto di avere una nuova, prestigiosa sede.

Sopralluogo, questa mattina, a Porta Po, con gli assessori Paolo Carletti (Lavori Pubblici) e Luca Burgazzi (Turismo e Politiche Giovanili), insieme al dirigente Givanni Dinadio e al capocantiere Rodolfo Ranieri che in quasi un anno di lavori ha coordinato una settantina di figure specialistiche, tra restauratori, operai, fabbri, falegnami e con una pluralità di ditte che si sono avvicendate nell’ATI con capofila la Ducale Restauri. Con in più il problema del sovrapporsi di lavori per le imprese impegnate nei lavori del Pnrr.

Il primo piano è un trionfo di luminosità: la copertura è stata interamente ricostruita mantenendo alcune delle travi originarie, a cui si sono dovuti conformare tutti gli elementi nuovi. In questi giorni si stanno montando gli infissi; due saranno gli ingressi, al piano terra verso piazza Cadorna; al piano superiore tramite una scala esterna in acciaio e un ascensore, lungo il lato verso la Coop, dove alcuni giorni fa è stata collocata la facciata continua in vetro, che regala luminosità agli interni e consente anche da fuori di intravedere la struttura portante in cotto.

Oltre 3,3 milioni di euro l’importo dell’appalto per forno grande (quello retrostante il cinema all’aperto) e forno piccolo.

La fabbrica di laterizi Frazzi era una delle più importanti industrie manifatturiere di Cremona tra la fine ‘800 e il 1967, anno in cui interruppe la produzione.
Il primo forno (forno piccolo)  è datato 1863; altri due ne sono stati costruiti in seguito: uno nel 1874 (forno grande) e un terzo nel 1899, di cui non c’è più alcuna traccia.
Ciò che rimane, quindi, è un’importantissima testimonianza di archeologia industriale che finalmente tornerà ad avere un ruolo nella vita della città.

Al piano terra del forno grande, il grande tunnel utilizzato per la cottura dei laterizi diventerà un’area espositiva dedicata al cinema, alla fotografia, al museo del cotto.
Sotto i porticati a ridosso dell’arena, saranno allestiti spazi di servizio e, al primo piano, potranno essere ospitati piccoli eventi culturali organizzati dalle associazioni cittadine. Un’ampia terrazza aperta al pubblico occuperà lo spazio al di sopra del tunnel della fornace.
Il forno piccolo invece, come detto, viene recuperato per ospitare il laboratorio e le esposizioni del gruppo culturale cittadino “Centro Studi Laboratorio del Cotto” che potrà così accogliere un pubblico più ampio.

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