Cerimonia solenne a San Pietro per l'ordinazione di Patrick Fangbemi Komivi Ognakotan
Il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, ha presieduto la cerimonia solenne svoltasi nella chiesa di San Pietro, per l’ordinazione diaconale di Patrick Fangbemi Komivi Ognakotan, originario della diocesi di Atakpamé, in Togo, da quasi due anni ospite per gli studi teologici del Seminario vescovile di Cremona.
“Siamo venuti qui a radunarci attorno a Patrik, che riceve l’ordine del Diaconato” ha detto il presule in apertura della celòebrazione. “Tanti suoi amici sacerdoti sono arrivati per prendere parte a questo momento, dal Congo ma anche da diverse parti d’Italia. L’Africa è vicina e benediciamo questo scambio tra Chiese e popoli, affinché siano motivo di gioia”.
Tantissimi, in effetti, i sacerdoti che hanno concelebrato la messa, unendosi al vescovo nella vicinanza al nuovo diacono. Monsignor Napolioni ha presieduto la cerimonia in rappresentanza di mons. Moïse Touho, vescovo di Atakpamé.
Patrick è nato il 20 luglio 1996 ad Atakpamé, città sede della diocesi africana, e ha intrapreso il suo cammino verso il sacerdozio nel suo Paese d’origine, dove ha frequentato i primi anni degli studi filosofici e teologici. Un percorso che, seppur nato in Togo, si è arricchito di un’esperienza internazionale, come parte del progetto di formazione condivisa con il Seminario di Cremona e lo Studio Teologico di Brescia. Qui, insieme agli altri seminaristi della diocesi di Cremona e di Brescia, ha continuato a crescere nel suo cammino di fede e preparazione.
Ma Patrick non è solo uno studente impegnato in un percorso formativo internazionale: da tempo presta servizio nel fine settimana presso l’Unità Pastorale “S. Omobono”, di cui la parrocchia di S. Pietro al Po fa parte, insieme a quelle della Cattedrale e di S. Imerio, di cui don Gianpaolo Maccagni è il parroco e don Stefano Montagna il vicario, con la presenza, come collaboratori, di don Mauro Felizietti, mons. Amedeo Ferrari e mons. Carlo Rodolfi.
L’ordinazione non è stata solo un rito di passaggio, ma un momento di festa per tutta la comunità parrocchiale, che in questi mesi ha avuto modo di conoscerlo e di volergli bene. Molti, infatti, erano i fedeli presenti per l’occasione.
Una cerimonia che ha altresì rafforzato l’incontro tra le due Diocesi, quella di Cremona e quella di Atakpamé, nonché il legame fraterno tra le Chiese di diversi continenti.