Cronaca

Cavo Cerca scoperto in via Annona, e i rifiuti? Nessuna griglia, ma rischio calcolato

Il Comune risponde ai timori di un accumulo di rifiuti nel bacino d'acqua previsto per 170 metri accanto allo stadio

Un tratto di cavo Cerca scoperto durante la prima fase dei lavori in via dell'Annona
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Verranno rimossi senza strutture fisse, quando necessario, i rifiuti che eventualmente finiranno nella parte scoperta del Cavo Cerca, il secondo lotto del cantiere per la riqualificazione di via dell’Annona attualmente in corso. E’ la risposta dell’assessore Simona Pasquali alle richieste di Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami (Novità per Cremona) in una interrogazione.

Veniva chiesto “se nel progetto esecutivo del secondo lotto siano stati previsti sistemi specifici di intercettazione dei rifiuti, quali ad esempio reti antintrusione, griglie, barriere galleggianti o soluzioni equivalenti, per evitare che plastica, carte e altri materiali finiscano nel canale.

“Il progetto esecutivo del secondo lotto – ha spiegato Pasquali –  dell’intervento sul Cavo Cerca, che ha come obiettivo primario la riqualificazione idraulica e ambientale, ha attentamente considerato la problematica della gestione dei rifiuti solidi (plastica, carta, ecc.) che potrebbero finire nel canale”.

Tra le soluzioni esaminate, è stata esclusa l’installazione di una griglia di raccolta a valle, nel senso della corrente, inizialmente presa in considerazione, in quanto gli approfondimenti tecnici, condotti dal Comune insieme al Consorzio di Bonifica DUNAS hanno evdenziato che non ci sarebbe stato lo spazio sufficiente per l’accesso dei mezzi adatti alle operazioni di pulizia e manutenzione della griglia. E nemmeno ci sarebbe stato spazio sufficiente per l’accumulo provvisorio dei rifiuti raccolti, rendendo di fatto inefficace e non gestibile l’installazione.

Pertanto la raccolta di eventuali rifiuti e materiali flottanti non avverrà tramite un’installazione fissa e automatica, ma sarà gestita attraverso interventi periodici e diretti di raccolta in alveo nel tratto a cielo aperto, come già avviene per le parti scoperte, ad esempio dopo via Giuseppina.

“In conclusione – afferma Pasquali –  sebbene non siano previsti sistemi di intercettazione fissi quali reti o barriere galleggianti, il problema è stato analizzato e si è individuata una soluzione gestionale e operativa che, tenuto conto dei vincoli logistici e di accessibilità dell’area, garantisce comunque la pulizia e il mantenimento del decoro del canale, evitando l’accumulo di materiali inquinanti.

“In caso, invece, di necessaria manutenzione straordinaria per rifiuti particolari o ingombranti, come avviene negli altri tratti scoperti si potrà intervenire mediante mezzi necessari all’occorrenza e al tipo di rifiuto.
Si precisa, infine, che il tratto del Cavo Cerca ripristinato a cielo aperto sarà dotato di due ulteriori telecamere di videosorveglianza. Tali dispositivi integreranno il sistema già esistente nell’area, al fine di potenziare il monitoraggio e fungere da deterrente contro illeciti, tra i quali il lancio di rifiuti nell’alveo”.

Il Cavo Cerca attraversa il territorio comunale di Cremona per uno sviluppo complessivo di circa 3.000 metri lineari. Di questi, ben 1.170 metri risultano già attualmente a cielo aperto (39%). Pertanto, il corso d’acqua convoglia e gestisce da tempo il naturale apporto di materiali trasportati dal vento senza che siano state riscontrate criticità sistemiche tali da richiedere protezioni integrali.

Il progetto del secondo lotto prevede la riapertura di un tratto di circa 170 metri. Rapportando questo valore allo sviluppo complessivo del canale, l’incremento della superficie esposta è pari a circa il 5,6% rispetto alla lunghezza totale e a circa il 14,5% rispetto ai tratti già scoperti.

“Alla luce di questi dati, si ritiene che l’integrazione di soli 170 metri di tratto a cielo aperto non incida in modo significativo sulla quantità totale di rifiuti trasportati dal vento rispetto alla situazione attuale. Il fenomeno è considerato “trascurabile” dal punto di vista idraulico e gestibile con le operazioni di manutenzione già in essere.

“La riapertura del canale ha un valore di riqualificazione urbana e ambientale (riduzione dell’effetto “isola di calore”, biodiversità urbana) che supera ampiamente gli oneri gestionali legati alla rimozione dei residui incrementali trasportati dal vento. Rimane come sempre non da ultimo confidare nella buona educazione e nel senso civico dei cittadini che si troveranno a passare o sostare nell’area rigenerata”.

Il costo di questo secondo lotto si attesta su 1.670.000,00 Euro, di cui 1.500.000,00 Euro provenienti da finanziamento di Regione Lombardia e 170.000,00 Euro stanziati dal Comune di Cremona con risorse proprie.

I lavori dureranno fino a novembre 2026, con senso unico di marcia in via dell’Annona tra via Lucchini e via Macello in direzione via Persico. I veicoli che viaggiano in senso contrario sono deviati su via Macello – via Lucchini.

 

 

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