Cronaca

Addio al Carnevale, a Pescarolo brucia il falò: è la 358esima edizione

In tanti anche dal circondario per assistere al tradizionale rito propiziatorio

Il falò di Pescarolo ed Uniti
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I rintocchi della campana dell’Ave Maria, le torce accese che infiammano le ramaglie, lingue di fuoco che si alzano verso il cielo in segno propiziatorio.
La festa è finita, i colori di re Carnevale si allontanano per lasciare spazio al porpora della quaresima e a Pescarolo, anche quest’anno, la tradizione si è rinnovata con il paese acceso dall’atteso falò del martedì grasso.
Un appuntamento che arriva all’edizione numero 358 tra musica, divertimento ma anche riti e usanze, che hanno richiamato in piazza Garibaldi centinaia di persone da tutto il territorio.

Si chiude in bellezza una grande festa, è andato tutto per il meglio – ci racconta Claudio Dondi, Presidente Pro Loco Pescarolo ed Uniti -. È quasi 360 anni che facciamo questo falò e ormai siamo rodati; non dico che siamo da Guinness dei primati, ma almeno in regione dovremmo essere tra i più duraturi”.

Tradizione e tradizioni, con riti da rispettare prima e dopo il falò.
Si inizia alcuni giorni prima, con la scelta della quercia, posizionata in mezzo a rovi e sterpaglie; l’albero viene poi spostato e “trainato” dai bambini del paese, a cui vengono lanciati dolciumi, fino alla piazza centrale. Tra i rami sono stati messi infine 24 ombrelli colorati.
Dopo l’accensione, i partecipanti hanno dovuto fare tre giri intorno al fuoco, rigorosamente in senso antiorario, come augurio di buona fortuna. Poi le fiamme e la cenere, che salutano l’inverno e danno il loro benvenuto alla primavera.

“Tante persone, tanta gente, tanti bambini, soprattutto tante maschere e tanto divertimento – ci dice il Sindaco di Pescarolo, Graziano Cominetti. – La tradizione è importantissima ma soprattutto è importante viverla e tramandarla ai più piccoli. Fare tutto questo serve per portare avanti una tradizione centenaria. Esserci è quindi necessario”.

Il falò ha chiuso il Carnevale di Pescarolo, che ha celebrato il suo sessantesimo anniversario con numeri da tutto esaurito.

“Lasciamo questo fuoco che purifichi un po’ tutto l’anno – conclude Cominetti -, tutto quello che di buono o abbiamo fatto e che sia un augurio per tutti.”

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