Cronaca

Ha riaperto nel segno dell'inclusione il self service di via Torriani

Operativa la mensa in quella che era un tempo l'osteria dell'Agnello: è l'ultima iniziativa della Cooperativa Fratelli Tutti che impiega giovani con disabilità

Il servizio di Giuliana Biagi
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Un locale da tempo sfitto ha riaperto oggi, mercoledì 18 febbraio, riportando in auge il vecchio nome di “Antica Osteria dell’Agnello” di via Janello Torriani. Un servizio di self-service molto apprezzato in passato dai lavoratori in pausa pranzo in centro città, con menu a prezzo fisso e un ottimo bilanciamento tra qualità e prezzo, che si presenta nella nuova veste pensata dalla cooperativa  Fratelli Tutti, artefice anche del Piccolo caffè Letterario. Il tutto nei locali di proprietà di Fondazione Città di Cremona, che a seguito di avviso pubblico ha assegnato i locali alla cooperativa che impiega lavoratori fragili, soprattutto giovanii.

Martedi l’inaugurazione alla presenza del presidente di Fratelli Tutti don Roberto Musa, del sindaco Andrea Virgilio e del presidente di Fondazione Città di Cremona Giuseppe Foderaro.  Hanno collaborato con diversi ruoli, il Consorzio Agrario, il Servizio di collocamento mirato della Provincia di Cremona, i volontari dei Donatori del Tempo Libero che hanno sistemato gli ambienti e quelli di Futura, rappresentati da Pia Abruzzi, l’Unità operativa 29 dell’Asst di Cremona che ha concesso in prestito i quadri che colorano le pareti; l’Antichità Mascarini, che ha sede proprio davanti alla struttura, “un vero vicino di casa come quelli dei vecchi tempi”, come ha detto don Musa nell’introduzione. E poi ancora i Servizi Sociali del Comune, con cui la collaborazione è quotidiana.

Un menù semplice ma vario (antipasti, tre primi e due secondi diversi ogni giorno, contorni, dolci e caffè, a prezzi modici) che promette di rispettare la tradizione cremonese, quello a cui lavoreranno ogni giorno la cuoca Clara Soldi e l’aiuto cuoco Lorenzo, oltre a uno staff di aiutanti a rotazione che si occupano di distribuzione, mescita delle bevande, pulizia dei fornelli. Tutte persone con fragilità, alcune delle quali già presenti nelle altre iniziative della cooperativa, dal Piccolo caffè alla panetteria di via Garibotti, fino alla libreria che – è stato annunciato – lascia i locali di corso Mazzini e si traferisce al Piccolo Caffè Letterario.

All’inaugurazione hanno portato il loro saluto il sindaco Andrea Virgilio e la direttrice della casa circondariale di Cremona Giulia Antonicelli, con il comandante della Polizia Penitenziaria: anche i detenuti che ne hanno diritto, infatti, sono coinvolti in alcune attività del self service in formazione lavoro, oltre ad essere protagonisti di altri progetti in divenire.

“Sono onorato di prendere parte a questo momento in cui si dà un futuro a questo luogo“, ha detto Virgilio. “Ringrazio Fondazione Città di Cremona, credo che la proprietà degli spazi abbia molto a che fare con progetti come questi che parlano di memoria e di futuro. Il cibo crea alchimia, perchè mette assieme ingegno e innovazione applicati a prodotti che sono tradizionali del nostro territorio. E anche questo luogo è un’alchimia perché tiene insieme tante cose: la proprietà e una cooperativa attentissima alle realtà territoriali dedicate ai più deboli”.

“Dall’esterno si può pensare che questa sia un’attività commerciale ma noi sappiamo che si tratta di un’esperienza sociale per chi la fa e per chi la riceve”, ha spiegato Giuseppe Foderaro, presidente di Fondazione Città di Cremona. “Per la Fondazione questo è molto importante perchè noi non siamo semplicemente un gestore di immobili: abbiamo un patrimonio che vogliamo mettere a disposizione di chi si occupa di stare vicino alle fragilità”.

“Questa esperienza è partita quando non ero ancora presidente e prosegue qui oggi, devo dire che per me è una gioia vedere tutte queste persone e vedere un’attività che rinasce anche con il contributo della Fondazione. Da ieri siamo diventati EPS, ente filantropico di promozione sociale: abbiamo voluto, con questo passaggio nell’ambito del terzo settore, rimarcare ancora di più quella che da sempre è stata la vocazione della Fondazione, cioè aiutare i più fragili e far crescere in questo modo tutta la collettività“.

“Andate avanti – ha aggiunto – se i progetti hanno valore, la Fondazione vi supporterà. Tra l’altro voi avete realizzato questa iniziativa a seguito di un bando, quindi la vostra proposta è stata messa a confronto con altre realtà ed è risultata la migliore. Speriamo che sia un esempio per altre iniziative di questo tipo, che caratterizzano la Fondazione e l’amministrazione comunale e nelle quali crediamo molto”.

Il locale è aperto per il momento all’ora di pranzo dei giorni feriali, fino alle 14:30 e il progetto si amplierà progressivamente anche attraverso la consegna di pasti al domicilio per chi ne farà richiesta, soprattutto gli anziani che avranno modo anche di incontrare i giovani addetti alla distruzione e instaurare così relazioni per vincere le solitudini.

 

 

 

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