Cronaca

Crisi delle famiglie: calano i matrimoni ma crescono separazioni e divorzi

Nel 2024 sono stati 1.028 i matrimoni in provincia di Cremona, di cui la maggioranza, 742, celebrati con rito civile, e solo 286 con cerimonia religiosa.

Divorzi e separazioni sempre più frequenti
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Calano i matrimoni, aumentano le separazioni e i divorzi: i dati resi noti da Istat per il 2024 fotografano una situazione di crisi per il nostro territorio che rispecchia anche quella nazionale, specialmente sul calo dei matrimoni. Complessivamente nel 2024 sono stati 1.028, di cui la maggioranza, 742, celebrati con rito civile, e solo 286 con cerimonia religiosa. Nel 2023 erano invece stati 1.091.

Le separazioni, nello stesso anno, sono state invece 443, contro le 414 dell’anno prima, mentre i divorzi sono passati da 404 a 455. In questo caso il dato è contrario a quello nazionale, dove si registra un calo sia delle separazioni che dei divorzi.

I DATI NAZIONALI

Nel 2024 i matrimoni sono stati 173.272, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-5,9%). Su base territoriale il calo più consistente si osserva nel Mezzogiorno (-8,3%), quindi nel Centro (-5,0%) mentre nel Nord si ha una flessione meno accentuata (-4,3%).

Nel 2024 i primi matrimoni sono stati 130.488, in calo del 6,7% sul 2023. Di conseguenza, prosegue la discesa della quota dei primi matrimoni rispetto al totale delle celebrazioni che ha toccato il 75,3% nel 2024, in netta diminuzione anche rispetto al 79,4% del 2019.

A influenzare il calo delle nozze è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente. Questo fattore di ordine strutturale si accompagna a importanti cambiamenti di natura culturale che si riflettono sulle scelte familiari e sulla propensione a contrarre matrimonio.

La diminuzione tendenziale dei primi matrimoni, al netto delle oscillazioni di breve periodo, si accompagna alla progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio) che possono costituire sia un’alternativa stabile al matrimonio sia una forma di convivenza transitoria che può precedere le nozze. Le libere unioni sono quasi quadruplicate tra il biennio 2000-2001 e il biennio 2023-2024 (da circa 440mila a più di un milione e 700mila), un incremento da attribuire soprattutto a quelle di celibi e nubili.

Per quanto riguarda separazioni e divorzi, le prime sono passate dalle 82.392 del 2023 alle 75.014 del 2024, mentre i secondi sono passati da 79.875 a 77.364.

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