Truffe e bonifici falsi per 25.000 euro: la polizia denuncia padre e figlia
Prese di mira due gioiellerie e una struttura ricettiva. La donna aveva carpito la fiducia delle vittime. Il questore ha adottato la misura dell’”Avviso Orale”
Nei giorni scorsi, gli agenti della Questura di Cremona hanno effettuato una perquisizione delegata dalla procura nei confronti di una donna italiana, di 48 anni, indagata per truffa in concorso con il padre, di 73 anni, anche lui denunciato.
L’attività investigativa della Squadra Mobile è stata avviata a seguito delle querele presentate dai titolari di due note gioiellerie del centro cittadino e di una struttura ricettiva.
Gli investigatori hanno ricostruito il “modus operandi”: la donna, dopo aver carpito la fiducia degli esercenti, presentandosi come cliente affidabile, millantando di essere dipendente di una grossa azienda locale e in procinto di sposarsi, previa esibizione di copie di bonifici bancari artefatti, era riuscita a farsi consegnare oggetti in argento per un valore complessivo di quasi 21.000 euro, anche con la collaborazione del padre.
La 48enne aveva anche ingannato la responsabile di una struttura ricettiva cremonese, usufruendo di un soggiorno per sé e per altri accompagnatori, per un importo di 4.000 euro, per poi rendersi irreperibile.
Determinante, per l’individuazione dei presunti responsabili, è stata la meticolosa attività della Mobile grazie anche all’analisi delle immagini di diversi sistemi di videosorveglianza degli esercizi pubblici colpiti e di alcune strade cittadine, nonché le testimonianze delle stesse vittime.
La perquisizione, finalizzata al recupero della merce illecitamente acquisita, ha avuto esito negativo, circostanza che evidenzia la capacità degli autori di piazzare rapidamente il materiale provento del reato. Le indagini, dunque, proseguono, per individuare il canale di ricettazione utilizzato.
La donna ha alle spalle dei precedenti specifici: in passato si era resa responsabile di altre analoghe truffe e reati contro il patrimonio in provincia. Per questo motivo il questore Carlo Ambra ha adottato nei suoi confronti la misura di prevenzione dell’”Avviso Orale”.