Il Bontà chiude in bellezza: territorio unito nel Festival delle Paste Ripiene
Oltre a marubini, blisgon e tortelli cremaschi, a CremonaFiere arriva anche il vino "Casalmagiur". Oggi pomeriggio la premiazione
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Ultimo giorno per il Bontà, fiera delle eccellenze enogastronomiche, che chiude con il Festival delle Paste Ripiene: un viaggio nei sapori del territorio cremonese, cremasco e casalasco. Ventiquattro ristoranti coinvolti, un’unica grande tradizione da raccontare.
Barbara Manfredini, Strada del Gusto: “L’idea era proprio quella di riunire tutto il territorio: dal marubino al blisgon casalasco, fino al tortello cremasco. Oggi ci sarà anche la premiazione, legata al numero di clienti che hanno scelto la pasta ripiena nei diversi ristoranti. È una prima edizione, ma ha già dato risultati molto interessanti. E stiamo già lavorando alla prossima, in questo 2026″.
Tra i protagonisti della giornata anche chi custodisce le ricette più antiche, come l’agriturismo Cascina Loghetto di Crema.
“I tortelli cremaschi nascono nel 1500, ai tempi della Serenissima – spiega Annamaria Mariani, titolare dell’agriturismo -.Il ripieno ha undici ingredienti: amaretto al cacao, cedro, grana padano, mentino, noce moscata, uvetta al marsala e il mostaccino, un biscotto che si trova solo a Crema. La pasta invece è povera: acqua, farina e un pizzico di sale. Sono apprezzatissimi, anche da chi arriva da fuori. Trent’anni fa erano quasi scomparsi, oggi abbiamo la scuola del tortello e una confraternita dedicata”.
Non solo cucina: il territorio si racconta anche attraverso il vino, con una novità assoluta.
“Stiamo presentando il Lambrusco millesimato ‘Casalmagiur’ – ci racconta Zellindo Madesani, imprenditore -, nato dalla collaborazione tra Lunar Essence Hotel e la cantina Torchio, l’unica biologica della provincia. È un vino che unisce tre territori: vitigno Maestri di Parma, coltivato nel mantovano e imbottigliato a Casalmaggiore. Dal 13 maggio al 21 luglio girerà l’Italia in 36 tappe, e il 24 marzo sarà presentato anche al Senato. È un vino in purezza, raboccato alla volée, che vuole tornare alle origini, come diceva Verdi: ‘Torniamo all’antico e sarà progresso’”.



