Politica

Spunta una casetta sull'albero nel cortile del Cascinetto. FDI: "Autorizzata o no?"

Interrogazione di Rosaria Compagnone: "Quella struttura rappresenta un potenziale pericolo"

Rosaria Compagnone e a destra la costruzione in legno sulla pianta del Cascinetto
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Si torna a parlare del Cascinetto (e seppure mai citate esplicitamente, alle frequetazioni del centro sociale annesso) con la richiesta di spiegazioni da parte della consigliera di Fratelli d’Italia Rosaria Compagnone, circa la presenza di una casetta in legno costruita su un albero all’interno della corte.

“L’area – afferma l’esponente di FDI in un’interrogazione del 2 febbraio discussa nel consiglio comunale di ieri – è da tempo interessata da attività informali e da un utilizzo non sempre chiaramente disciplinato sotto il profilo urbanistico, edilizio e amministrativo.
La realizzazione di strutture stabili o semi-stabili su suolo pubblico è soggetta al rilascio di specifici titoli abilitativi e autorizzazioni; la presenza di manufatti non autorizzati su aree di proprietà comunale potrebbe configurare profili di irregolarità amministrativa e criticità in termini di sicurezza e responsabilità dell’Ente”.

“L’intera area della Corte del Cascinetto è di proprietà del Comune di Cremona o di un privato?”, chiedeva Compagnone. “La casetta sull’albero è stata autorizzata o no?” e infine: “Quali eventuali iniziative o provvedimenti l’Amministrazione intende adottare qualora emergano irregolarità, difformità o carenze rispetto alla normativa vigente?”

All’interrogazione ha risposto l’assessore all’Urbanistica Paolo Carletti, ironizzando sulla questione e specificando comunque che il manufatto sorge su un’area privata e nessuna documentazione è stata rilasciata dal Comune.

“Per quanto mi riguarda – il commento di Compagnone – procederò con il richiedere l’accesso agli atti per verificare di chi sia effettivamente la proprietà dell’area, rivolgendmi anche alle autorità che, stando a quanto affermato dall’assessore, operano in sinergia con il Comune.
Ritengo grave la risposta ricevuta, considerando che si tratta di una struttura non sicura, che consente l’accesso a chiunque senza alcun controllo o sistema di sicurezza. A mio avviso, questa situazione rappresenta un rischio serio e richiede un intervento tempestivo e adeguato”.

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