Davide, le esequie. Don Giulio: "Non ci sono parole umane per lenire il dolore"
Una folla di giovani nella chiesa di Cristo Re per salutare il giovane che ha perso la vita nell'incidente in moto di lunedì
Fiori bianchi, simbolo di quella purezza figlia di una giovane età, riposti con cura sul feretro; poco più in là, un cartellone con foto, scritte e ricordi.
Fuori, sul piazzale, diverse moto di compagni di classe, amici e coetanei che, come lui, condividevano la passione per le due ruote. Dentro, una chiesa gremita, di ragazzi e adulti, conoscenti e sconosciuti.
È il giorno dell’ultimo saluto a Davide Barbieri, giovane di 18 anni che lo scorso lunedì ha perso la vita in un tragico incidente stradale.
Erano circa le 13 quando Davide stava tornando dal “suo” liceo Aselli, dove frequentava l’ultimo anno, in sella alla sua moto. Un giorno di sole spezzato dalla fatalità degli eventi, con uno schianto – prima contro un’auto in sosta, poi contro un palo della luce – che non gli ha lasciato scampo.
Una notizia che ha lasciato senza parole, in un silenzio attonito, non solo amici e parenti ma una città intera, che lo piange, nei giorni scorsi nella affollata camera ardente allestita all’Ospedale Maggiore, oggi a Cristo Re.
A celebrare i funerali Don Giulio Brambilla, affiancato da alcuni sacerdoti.
“Una notizia straziante – ha detto don Guido, all’inizio delle esequie – siamo vicini alla mamma Mara, al papà Dennis, alla sorella Giorgia, a tutti i suoi cari. Le parole di conforto non riescono a consolare; ciò che non possono le nostre parole lo chiediamo a Colui che solo può gettare un raggio di luce sulla morte”.
Tanti i ragazzi presenti, in chiesa e sul piazzale, sia del liceo Aselli che Davide frequentava – anche con il preside Alberto Ferrari e la vicepreside Cattaneo – sia dell’Anguissola, scuola della sorella Giorgia.
“La parola del Signore è un invito alla speranza. Una tristezza che colpisce tutta la città di Cremona. Il nostro cuore è turbato, ma non la nostra fede in te.
In questi giorni ho pensato più volte che parole usare in una circostanza così tragica: no, non ci sono parole umane, ma solo i gesti d’amore, i silenzi e la preghiera possono aiutare a lenire il dolore e provare a dare conforto. Il Signore come buon pastore è andato incontro a Davide, il bastone su cui appoggiare le nostre lacrime. Davide era un ragazzo solare, generoso, che proteggeva la sorella Giorgia, e continuerà a farlo”.
“Non ci basta essere scossi da un immenso dolore – conclude don Giulio – : insieme il dramma invochiamo la speranza di un nuovo inizio, per Davide e per tutti”.
Ad accogliere l’uscita della bara il rombo di motore di una decina di moto sul piazzale della Chiesa di Cristo Re, in onore di chi ha sempre portato le due ruote nel cuore. Applausi e lacrime, e quel “grazie ragazzi” di genitori e parenti.
Al termine delle esequie il feretro ha proseguito il suo viaggio verso il Cimitero Monumentale di Cremona.