Cronaca

Referendum Giustizia, il senatore Alfredo Bazoli a Cremona: “Riforma da respingere”

Al dibattito cremonese sul referendum Giustizia il senatore Alfredo Bazoli spiega le ragioni del No e commenta l’attacco Usa-Israele all’Iran

Un momento del dibattito in Spazio Comune
Fill-1

Non è solo una questione tecnica, ma un nodo che riguarda l’equilibrio dei poteri e la tenuta delle garanzie costituzionali. Nel dibattito ospitato allo Spazio Comune di Cremona, dedicato al referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo, il senatore Alfredo Bazoli ha spiegato le ragioni del No davanti al pubblico riunito per l’incontro promosso dalle forze politiche contrarie alla riforma.

“È una riforma che non affronta i problemi della giustizia – ha spiegato Bazoli -, perché i problemi della giustizia sono la durata dei processi, l’efficienza, la qualità della risposta giudiziaria, ma nessuno di questi problemi è affrontato da questa riforma. È una riforma che incide, secondo noi, in modo molto preoccupante e pesante sull’equilibrio dei poteri e in particolar modo, secondo noi, mette a repentaglio l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati e della magistratura, che è un bene prezioso da tutelare, perché senza una magistratura autonoma e indipendente ne vanno di mezzo i diritti, le garanzie e le libertà di ciascuno di noi. Quindi, secondo noi, è una riforma da respingere perché i rischi sono troppo forti“.

Sull’andamento della campagna referendaria, Bazoli ha parlato di una partenza prudente: “È una campagna elettorale che è partita molto in sordina. Noi siamo riusciti piano piano a mobilitare anche un po’ il nostro mondo, perché piano piano siamo riusciti a rendere consapevoli le persone che incontriamo del fatto che questa non è una riforma puramente tecnica, come ci viene spiegato, cioè la separazione di carriere, il correntismo dei magistrati, ma è una riforma che nasconde molto di più, e cioè proprio il tentativo di mortificare la magistratura e mortificare la sua autonomia e indipendenza”.

Il senatore è intervenuto anche sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran: “È un attacco che si sapeva poteva arrivare e noi siamo molto preoccupati ovviamente perché il rischio è di mettere a repentaglio la stabilità dell’area, non che noi simpatizziamo con il regime iraniano assolutamente, però abbiamo la sensazione che sia un attacco che non ha una prospettiva chiara e quindi, quando si fanno attacchi militari senza aver chiaro qual è l’esito possibile, rischia di innescarsi una catena di conseguenze imprevedibili e per cui siamo molto preoccupati”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...