Legge su violenza alle donne: la mozione del centrosinistra in consiglio comunale
Il testo chiede il ritiro dall'iter di approvazione in Senato, del disegno di legge AS 1715 nella formulazione adottata come testo base, che modifica quanto già approvato dalla Camera, in tema di consenso della vittima
I consiglieri comunali del centrosinistra (primi firmatari Lapo Pasquetti e Rosita Viola, Sinistra per Cremona) chiedono con una mozione presentata nei giorni scorsi che il Consiglio Comunale di Cremona prenda posizione in merito al disegno di legge che modifica l’articolo del codice penale in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso, ribadendo la validità del testo approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati e in attesa di essere discusso anche in Senato, in una versione riformulata dalla presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno. Un testo che rappresenta un tentativo di arretramento del contenuto.
L’elemento di fondo che il centrosinistra intende ribadire è che il principio del consenso libero, esplicito, attuale e revocabile – in linea con la Convenzione di Istanbul e con le più avanzate legislazioni europee – deve restare al centro della definizione del reato di violenza sessuale, senza ritorni a logiche che spostano ancora una volta sulle vittime l’onere di dimostrare il proprio dissenso.
Con questa iniziativa, Cremona si unisce alla mobilitazione promossa da diverse associazioni e in tanti enti locali che in tutta Italia stanno chiedendo al Parlamento e al Governo di non sacrificare la dignità e l’autodeterminazione delle donne sotto il peso di una cultura patriarcale che, ancora oggi, prova a mettere in discussione il significato stesso di consenso.
“La violenza sessuale è un fenomeno strutturale e diffuso che colpisce in modo sproporzionato e prevalente donne e ragazze e che richiede risposte normative chiare, inequivocabili e orientate alla tutela effettiva delle vittime”, si legge nella mozione. “L’impostazione del testo licenziato in Commissione rischia di produrre effetti regressivi scoraggiando le denunce e rafforzando stereotipi che storicamente hanno ostacolato l’accesso alla giustizia per le vittime di violenza sessuale”.
La mozione impegna sindaco e Giunta “ad attivarsi presso il Senato, il Governo e i competenti organi parlamentari affinché venga ritirato dall’iter di approvazione il disegno di legge AS 1715 nella formulazione adottata come testo base”; a sollecitare il pieno recepimento del modello del consenso già approvato alla Camera e a sostenere ogni iniziativa istituzionale che garantisca una normativa chiara e rispettosa dei diritti e dell’autodeterminazione “di tutte le soggettività oppresse, in particolare delle donne”.