Cronaca

Federico, cremonese bloccato a Dubai: "Nessuna informazione dall'Italia"

Il racconto del tecnico ortopedico che ieri era in aeroporto con il bagaglio già imbarcato quando è stato disposto il blocco dello spazio aereo a causa della guerra

Federico Cardini e un'immagine del fumo proveniente da porto di Dubai
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Tra gli italiani che non hanno potuto fare ritorno da Dubai perchè lo spazio aereo è stato chiuso a causa degli attacchi missilistici dall’Iran e del sistema di difesa degli Emirati, c’è il cremonese Federico Cardini, tecnico ortopedico, che si trova a Dubai da una decina di giorni per partecipare a una fiera di settore.

Sabato, il primo giorno in cui missili e droni hanno sorvolato anche le località degli Emirati Arabi, era già in aeroporto con i bagagli imbarcati sul volo Emirates in partenza alle 15 per Malpensa, quando è stato comunicato che i voli erano stati interdetti.

“Ci hanno bloccato e siamo rimasti in aeroporto per una decina di ore – ci spiega -. La compagnia aerea aveva dato la possibiltà di ritirare un voucher per poter alloggiare in uno degli alberghi, ma noi vedendo che c’era una fila esagerata per ritirarlo, abbiamo optato per tornare al nostro hotel. Ci è andata bene perchè poi un missile ha colpito proprio quel terminal, il 3″.

Federico si trova da ieri chiuso in albergo, il Delano, lungo la Marina, “so di alcuni italiani che sono stati indirizzati in building di 90 piani e non è piacevole in queste condizioni”. Dalla finestra scorge il porto, da cui si levano colonne di fumo e le esplosioni sono continuate ancora oggi.

“La cosa che più dispiace – afferma- è che dall’Italia non ci vengano fornite informazioni, ai numeri della Farnesina non rispondono o se qualcuno risponde non è in grado di dirci qualcosa di utile. Vorremmo essere meglio seguiti, anche per capire quando potremo tornare. Mi sento in un paese sicuro ma un po’ meno supportato da quello che è il mio paese, che non è in grado di darci informazioni”.

C’è chi, tra turisti e operatori economici bloccati a Dubai, cerca soluzioni alternative per tentare di fare ritorno a casa. “Qualcuno sta paryendo via terra per cercare di raggiungere altri aeroporti, ma sinceramente non mi va di affrontare un viaggio nel deserto senza la certezza che il volo ci sia.

Una decisione del genere non si può prendere da soli senza un supporto. Non avrei mai  immaginato di assistere a cose del genere, non ci resta che aspettare e sperare che domani si capisca cosa fare”. Anche perchè il lavoro chiama e i prezzi degli hotel iniziano decisamente a salire.

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