Guido Salvini, le memorie di un ex magistrato fuori dalle correnti
Nel suo ultimo libro rievoca alcuni dei tanti casi che ha seguito nei suoi quasi 40 anni in magistratura e ricorda con grande piacere gli anni a Cremona. Ne ha parlato a CR1
Alla fine del 2023 Guido Salvini ha lasciato la magistratura per raggiunti limiti di età. Nessun rimpianto, ma tanti ricordi. Le indagini sul terrorismo di sinistra (Brigate rosse, Prima linea, Autonomia operaia), e di destra (Nar).
Ha individuato gli assassini di Sergio Ramelli, il ragazzo ucciso a colpi di chiave inglese da estremisti di sinistra, “colpevole” solo di essere missino. Ha riaperto le indagini sulla strage di piazza Fontana a Milano.
Durante gli anni di Cremona, periodo che definisce “la sua estate dorata”, ha pronunciato la storica sentenza sulla Tamoil e si è occupato di calcioscommesse e una volta in pensione ha giurato come avvocato. Salvini nel suo libro “Tiro al piccione” ricorda anche gli inizi, quando il padre, che presiedeva la Corte d’Assise, si trovava nella grande aula del primo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Lui era all’Ufficio istruzione al secondo piano. Solo una scalinata li divideva, ma non si sono mai visti sul posto di lavoro.
Tanti i ricordi, alcuni anche amari, raccolti nel libro e in parte raccontati durante la puntata di “Punto e a capo” che potete rivedere QUI.