Bollette: Cremona una delle province lombarde dove si è speso di meno tra luce e gas
Il consiglio è di non abbassare la guardia perché i prezzi sono volatili e chi ha una tariffa variabile potrebbe veder salire le bollette in modo repentino
Secondo l’analisi di Facile.it, in provincia di Cremona nel 2025 le famiglie con un contratto di fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata hanno speso, in media, 744 euro per la bolletta della luce e 1.487 euro per quella del gas. Cremona è la terza provincia lombarda dove, nel 2025, si è speso in media di meno tra luce e gas.
Guardando ai consumi a livello provinciale emerge che, per l’energia elettrica, si è speso in media di più a Como (806 euro), Brescia (802 euro) e Mantova (797 euro); le bollette più leggere a Lodi (680 euro), Lecco (724 euro) e Pavia (727 euro).
Per la bolletta del gas, invece, le province dove si è pagato di più sono state quelle di Como (1.810 euro), Sondrio (1.682 euro) e Varese (1.603 euro); di contro, le aree dove si è speso di meno sono quelle di Milano (1.190 euro), Bergamo (1.456 euro) e Cremona (1.487 euro).
In Lombardia, la spesa media 2025 per i clienti domestici con fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 2.166 euro, valore solo di poco inferiore al 2024, ma ben più alto rispetto, ad esempio, al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.200 euro.
Nello specifico, nel 2025, a pesare maggiormente sulle tasche dei lombardi è stata la bolletta del gas che, in media, è arrivata a 1.416 euro, mentre per quella elettrica i residenti in Lombardia hanno dovuto mettere a budget 750 euro.
«Sebbene al momento non siano previsti aumenti nel costo dell’energia per i prossimi mesi, il consiglio è di non abbassare la guardia perché i prezzi sono volatili e, in caso di aumenti improvvisi, chi ha una tariffa variabile potrebbe veder salire le bollette in modo repentino», commentano gli esperti di Facile.it. «Confrontare periodicamente la propria offerta con quelle presenti sul mercato per verificare che sia ancora vantaggiosa e, in caso contrario, cercare un nuovo fornitore è il modo migliore per difendersi dai rincari».