Cronaca

Prezzo del latte, mercoledì audizione con le associazioni: "Rischio chiusura stalle"

Richiesta di un approfondimento urgente per "un significativo crollo delle quotazioni, accompagnato dalla disdetta di contratti di conferimento"

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“Il motivo che ci ha spinto a chiedere le audizioni in Commissione Agricoltura è che il settore del latte, da un po’ di mesi, sta patendo una pesante crisi e la politica, che ha responsabilità di governo sia a livello comunitario, sia a livello nazionale, che regionale, ha dei tempi di reazione biblici. Quindi, oggi, dopo l’accordo sul prezzo del latte siglato a dicembre e disatteso, che comunque aveva generato qualche speranza, non è più successo nulla e la crisi sta mordendo e mettendo in difficoltà i produttori. Ed è stato disatteso perché il Ministero dell’Agricoltura e il Governo sono davvero poco autorevoli e nessuno se li fila”.

Lo sostiene Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd e segretario della VIII Commissione Agricoltura, dove mercoledì 4 marzo, alle 15.30, in sala Merini, al secondo piano di Palazzo Pirelli, a Milano, si terrà l’audizione, richiesta dai consiglieri dem, sulla situazione del settore lattiero caseario lombardo con i rappresentanti di Assolatte, Filiera Italia, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Cia Lombardia, Copagri Lombardia, Confai, Legacoop Lombardia, Confcooperative Lombardia, Slow Food, Federalimentare.

Nella richiesta di un approfondimento urgente, i consiglieri del Pd fanno proprio presente che “a distanza di poche settimane dalla sottoscrizione dell’accordo sul prezzo del latte alla stalla, si sta registrando un repentino e significativo crollo delle quotazioni, accompagnato dalla disdetta di contratti di conferimento e da evidenti difficoltà economico-finanziarie per un numero crescente di aziende zootecniche. Dinamica riconducibile a una sovrapproduzione non governata e all’arrivo sul mercato italiano di grandi quantità di latte di origine estera”.

“Sul tema”, aggiunge Piloni, “avevamo già presentato un question time in consiglio regionale, non avendo di fatto alcuna risposta. Insomma, la Giunta regionale latita, il Ministero balbetta, la Commissione europea pure. Però ci sono di mezzo i produttori che si stanno cimentando con un prezzo che non copre le spese di produzione. C’è un evidente rischio di chiusura delle stalle.

Noi abbiamo già avanzato l’ipotesi di costituire un Ocm, cioè un’Organizzazione comune di mercato, che è uno strumento di carattere europeo in grado di indirizzare il prezzo. È chiaro che il prezzo lo fa il mercato, ma se ci atteniamo solo a quello, accade quello che stiamo vedendo, senza alcuna regola, senza alcun indirizzo, e i produttori vanno in fallimento. L’Ocm, invece, è uno strumento in grado di orientare anche il prezzo e fare in modo che gli allevatori non vivano situazioni come quella che stanno vivendo adesso”.

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