Cronaca

Madre e figlia maltrattate, ma loro negano: interrotta la testimonianza della ragazza

I giudici costretti a stoppare in aula la testimonianza della giovane vittima che si è dimostrata "reticente" rispetto alle dichiarazioni rese in fase di indagine

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E’ durata pochi minuti, in aula, la testimonianza di una quindicenne che insieme alla madre sarebbe stata maltrattata dal padre. La ragazza, nascosta dietro un paravento per evitare di incrociare lo sguardo dell’imputato, seduto accanto al suo legale, l’avvocato Alessandro Vezzoni, ha risposto a monosillabi alle due domande poste dal presidente del collegio prima che tutto si interrompesse.

“In famiglia andava tutto bene?”. “Sì”. “Ci sono stati episodi di maltrattamento?”. “No, solo litigi”. A questo punto i giudici hanno interrotto la testimonianza e dopo un’ora di camera di consiglio sono usciti con un’ordinanza decidendo di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese in fase di indagine. Anche la madre della ragazzina, sentita lo scorso tre febbraio, aveva ritrattato.

Nell’ordinanza, i magistrati hanno parlato di “deposizioni totalmente contrastanti”, di “pressioni” e della testimonianza “reticente” della minore, “turbata dalla presenza dell’imputato e della madre”. I giudici hanno anche sottolineato il fatto che la madre fosse arrivata in tribunale insieme all’imputato, con il quale ancora si sente per telefono, nonostante lui abbia la misura del divieto di avvicinamento a moglie e figli e il divieto di avere contatti con la moglie. Tutto ciò, per i magistrati, “incide sulla genuinità delle vittime. La minore, tra l’altro, ha anche interloquito con la madre circa la sua deposizione”.

L’avvocato Vezzoni

Raramente mio marito mi ha picchiata, ma comunque è una cosa normale nelle nostre famiglie. Magari succedeva quando lui tornava a casa dal lavoro e vedeva che non era ancora pronto in tavola“, aveva detto la scorsa udienza la madre, una 46enne indiana che con il marito, un connazionale di 53 anni sposato nel 2007 in India, si era trasferita a vivere nel cremonese. La coppia ha due figli: un maschio di 12 anni e la femmina di 15 anni.

Il capo di imputazione parla di violenze fisiche e psicologiche messe in atto a partire dal 2023 dal marito, che talvolta abusava di alcol, di ingiurie, di lui che avrebbe leso la sua dignità come madre, moglie e donna. “Cagna, bastarda, sei una tassa, oltre a mangiare non sai far altro, mi hai reso la vita un inferno, non sai far bene un c…, che disastro”.

Le avrebbe anche precluso ogni forma di autonomia. E poi le botte: sul corpo della moglie, lividi, tagli, escoriazioni, utilizzando un bastone di legno o uno di ferro lungo quanto un manico di scopa.

Oggi in aula sono stati sentiti gli altri testimoni, tra cui la volontaria di un’associazione che aiutava la famiglia. La donna ha raccontato di aver visto la 46enne con un braccio gonfio e con un taglio. “Piangeva. I figli mi hanno detto che il marito l’aveva colpita con il manico della scopa. I bambini venivano a chiedermi anche da mangiare. Dicevano che in casa c’erano solo brioches e che il padre acquistava solo patate e cipolle”.

“La moglie e la figlia erano molto chiuse”, ha raccontato invece l’assistente sociale. “La donna parlava di normali litigi con il marito”.

E’ stato poi sentito il datore di lavoro dell’imputato, proprietario di un’azienda agricola. “E’ sempre stato bravo, puntuale, pulito, non l’ho mai visto ubriaco“, ha sostenuto il testimone, che ha ricordato un episodio accaduto il 26 luglio del 2023, quando il suo dipendente gli aveva confidato di aver trovato una telecamera in casa. Gli era stata installata, insieme a dei microfoni, dagli investigatori della polizia in seguito alla segnalazione di un’assistente sociale in merito ai maltrattamenti.

Quelle telecamere e i microfoni avevano registrato un litigio tra marito e moglie il primo giugno del 2023. Dalle intercettazioni ambientali si sentono colpi che sono stati ricondotti alle percosse, insieme a offese e minacce contro la moglie. Stessa cosa il giorno dopo, e poi ancora il 4 e l’8 di giugno.

Quando la telecamera era stata scoperta dall’imputato, l’attività di intercettazione era già terminata.

L’uomo si difenderà nell’udienza del prossimo 31 marzo.

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