Lauree triennali: 29 neo ingegneri al Politecnico polo di Cremona
Oggi la proclamazione nell'aula magna Maffezzoni del Campus Città di Cremona. Ora si aprono le porte del mondo del lavoro o della Magistrale
Sono 29 i nuovi ingegneri proclamati giovedì 5 marzo, al Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano nei Corsi di Laurea in Ingegneria Gestionale e Ingegneria Informatica.
Le proclamazioni si sono svolte nell’Aula Magna Maffezzoni: alle 12 sono stati proclamati i 16 laureati in Ingegneria Gestionale, seguiti alle 13 dai 13 laureati in Ingegneria Informatica.
La mattinata si è aperta con le discussioni delle tesi dei laureandi in Ingegneria Gestionale, che hanno presentato il proprio elaborato finale sviluppato nell’ambito del project work svolto in azienda. Un’esperienza formativa che rappresenta spesso un primo contatto diretto con il mondo del lavoro e consente agli studenti di applicare sul campo competenze teoriche, strumenti analitici e capacità organizzative maturate durante gli studi.
Tra questi anche Massimo, che ha svolto il suo project work su tematiche di sostenibilità durante un’esperienza in azienda: “Intraprendere un’esperienza professionale coerente con il percorso di studi è stato fondamentale per comprendere la dinamica aziendale al di là dei modelli teorici.
“La differenza principale risiede nella componente umana: un’azienda è innanzitutto un insieme di persone, un fattore che rende ogni realtà unica e non standardizzabile. Ho imparato che le competenze accademiche costituiscono una base solida, che va però modellata su misura e non applicata come una formula universale. Sicuramente, questo tirocinio mi ha permesso di acquisire una reale consapevolezza del mio ruolo di ingegnere gestionale, aiutandomi a contestualizzare con precisione sia i miei margini di crescita sia il contributo tangibile che uno studente ancora laureando può comunque offrire”.

Per gli studenti di Ingegneria Informatica, la prova finale ha previsto la realizzazione e presentazione di progetti sviluppati durante il percorso di studi, a testimonianza di una formazione fortemente orientata alla pratica, all’innovazione tecnologica e alla capacità di problem solving.
Tra i neolaureati in Ingegneria Informatica, Gaia sottolinea come i progetti abbiano rappresentato un valore aggiunto nel suo percorso di studi: “La possibilità di realizzare due progetti pratici in questi settori è stata fondamentale per la mia formazione: mi ha permesso di approfondire la teoria attraverso l’applicazione concreta e di apprezzare maggiormente la complessità della progettazione.”
Gaia racconta come il percorso STEM sia stato vissuto con naturalezza: “Nonostante l’evidente differenza numerica tra studenti e studentesse, non ho mai percepito disparità di trattamento o responsabilità aggiuntive. L’esperienza universitaria si è basata esclusivamente sull’impegno e sulle competenze individuali, a dimostrazione che la passione per l’ingegneria e la tecnologia non conosce distinzioni di genere.”.
Massimo, arrivato a Cremona dalla Sicilia per intraprendere il suo percorso universitario, racconta anche il cambiamento personale che ha accompagnato questa esperienza: “Il trasferimento è stato una delle sfide più significative che ho affrontato. Il distacco netto dagli affetti quotidiani e dalla famiglia per passare a una vita in totale solitudine è stato un impatto forte.
“Tuttavia, col tempo, questa sfida si è trasformata in un’importante occasione di crescita: ho imparato a gestire l’autonomia quotidiana (dalle necessità più banali alla costruzione di nuove relazioni) e a cavarmela da solo. La lezione più grande che porto con me è la consapevolezza che nulla è scontato: vivere lontano da casa mi ha insegnato a dare il giusto valore a ciò che prima consideravo normale”.
“Per me è stato un percorso bellissimo – racconta Francesca Petrella, neo-ingegnere gestionale -, soprattutto in questa città, che mi ha accolto. Io sono una studentessa fuori sede, quindi non è stato facile all’inizio integrarsi, ma rispetto ad una città più grande, sicuramente Cremona per i primi anni, quindi soprattutto la triennale, mi ha aiutato molto. Per quanto riguarda il Politecnico, è sicuramente l’università migliore per quanto riguarda il percorso che voglio intraprendere”.
L’appello di laurea rappresenta un momento significativo per studenti, famiglie e comunità accademica. Con la proclamazione si conclude un percorso di studi fondato su solide basi scientifiche e competenze trasversali – dal lavoro in team alla gestione dei progetti – sempre più richieste dal mondo del lavoro.
Studiare a Cremona significa inoltre vivere un’esperienza universitaria in un ambiente a misura di studente, dove il rapporto diretto con i docenti e la dimensione raccolta del campus favoriscono confronto, collaborazione e partecipazione.
“Il numero contenuto di studenti permette un dialogo diretto con i docenti e una grande disponibilità al confronto. Allo stesso tempo è facile conoscersi tra compagni e collaborare: questa dimensione favorisce uno scambio continuo di idee e di supporto nello studio”, sottolinea Gaia. Una visione condivisa anche da Massimo, che aggiunge: “in una realtà a misura d’uomo come quella di Cremona, le aule studio diventano un punto di aggregazione naturale dove è facile creare legami solidi. Questa dimensione raccolta favorisce uno scambio di idee immediato e un supporto reciproco che trasforma lo studio da attività individuale a percorso collettivo.”.
I 29 nuovi ingegneri si preparano ora ad affacciarsi al mondo del lavoro o a proseguire il percorso con la Laurea Magistrale, forti delle competenze acquisite e pronti ad affrontare con entusiasmo le sfide del futuro.
Il 20 marzo è in programma un evento per la cittadinanza, nell’ambito della iniziativa Università svelate 2026: la visita ai laboratori del campus, dalle 10 alle 13.