Referendum giustizia, incontro alle Acli: esperti a confronto
L'iniziativa nasce dalla volontà di rimettere al centro il valore del voto come scelta consapevole e come atto di responsabilità civile
Con l’avvicinarsi dell’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo, il dibattito pubblico resta vivo. Per offrire ai cittadini strumenti di analisi e favorire una partecipazione informata, le Acli di Cremona hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo significativo: “Per una scelta consapevole – Le ragioni del Sì e del No: esperti a confronto”.
“Non è una riforma contro la magistratura“, ha detto Micol Parati, presidente della Camera Penale di Cremona e Crema “Sandro Bocchi”. “E’ una riforma che attua un sistema che ormai è entrato in vigore nel 1989 con il processo accusatorio e che è stato poi amplificato con la modifica della Costituzione. Il giusto processo deve essere portato a compimento con la separazione delle carriere. I paesi europei ce lo dimostrano, solo l’Italia e la Grecia hanno il pubblico ministero e il giudice che fanno parte di un unico sistema”.

“La cosa più pericolosa”, ha sostenuto il vicepresidente nazionale Acli Italo Sandrini, “è l’Alta Corte disciplinare. Diciamo che se è vero che direttamente non ci sarà una sudditanza della magistratura sotto il potere esecutivo, è vero che indirettamente un condizionamento c’è, e noi vorremmo che i cittadini nel momento in cui si rivolgono alla magistratura siano in qualche modo garantiti che il giudice sia veramente libero e indipendente e che non abbia nessun tipo di retropensiero”.
L’iniziativa delle Acli nasce dalla volontà di rimettere al centro il valore del voto come atto di responsabilità civile. L’incontro ha offerto uno spazio di riflessione neutrale dove poter ascoltare argomentazioni qualificate provenienti da entrambi i fronti.