Referendum, incontro Lega. Stefani: "Ecco perché votare sì"
A Spazio Comune Erika Stefani e Silvana Comaroli hanno spiegato le ragioni della Lega per promuovere il sì al referendum
Continua a tenere banco nell’agenda politica del territorio l’approfondimento sul tema del referendum sulla giustizia. Nel pomeriggio di venerdì la sala di spazio comune ha ospitato un incontro promosso dalla Lega di Cremona, che sostiene il “Sì”.
All’incontro hanno preso parte Erika Stefani, senatrice della Repubblica ed ex Ministro, e Silvana Comaroli, deputata della Lega, moderate da Filippo Raglio, consigliere provinciale del Carroccio, che ha aperto i lavori ricordando il caso Palamara e sostenendo la necessità di andare a votare “in un referendum che per passare non richiede un quorum. Dunque il non esprimersi favorirà l’altra parte”.
Ha poi preso la parola Stefani, che ha sottolineato come si tratti di “un tema molto tecnico” e di non facile comprensione, ma come il rispetto dei diritti è subordinato all’esistenza di “un meccanismo che li fa rispettare“.
Stefani ha quindi spiegato come “il Magistrato dovrebbe essere orientato solo dal rispetto di codice e leggi, ma spesso in ambito penale si cerca di fare carriera. Perché la carriera si fa sui grossi processi penali, che possono portare un pm modesto ad avere ruoli importanti”.
E questa riforma significa quindi “garantire agli imputati un giudice davvero terzo, equidistante tra accusa e difesa”. Per questo il referendum rappresenta “un passaggio importante per cambiare il funzionamento della giustizia italiana e riequilibrare i poteri nel sistema giudiziario”.
Votare “sì” significa quindi “avere processi più equi e un sistema più efficiente“. Insomma, secondo la Lega queste misure consentirebbero di “rafforzare l’imparzialità dei magistrati, evitare commistioni tra chi accusa e chi giudica, rendere la giustizia più equilibrata e trasparente”.