Soresina, sempre più profondo il solco tra Pro Soresina e la Giunta Tirloni
Nell'occhio del ciclone la redistribuzione delle deleghe. Rava: "Quanto accaduto conferma una tendenza all’accentramento decisionale e alla costruzione di equilibri ristretti, anziché ad un percorso di condivisione ampia e trasparente"
Si sfaldano sempre più i rapporti tra il neo costituito gruppo consigliare “Pro Soresina” (Roberto Rava e Francesco Fortunato) e la giunta del sindaco Alessandro Tirloni dopo le dichiarazioni del gruppo di maggioranza in merito alla revoca delle deleghe allo stesso Rava.
Quello che si configura è un vero e proprio banco di prova per le tensioni che da anni logorano il centrodestra non solo a Soresina ma a livello provinciale (l’elezione del presidente della Provincia è stato un momento culminante ma non l’unico) coinvolgendo anche parte del centrosinistra.
“Riteniamo necessario fare chiarezza su chi abbia effettivamente condiviso tale decisione e con quali modalità”, affermano i due consiglieri di Pro Soresina.
“Non è stata una decisione presa in una riunione dei consiglieri di maggioranza.
Non tutti i partiti erano favorevoli alla revoca, così come alla nomina di Grassani a vicesindaco, come pure all’assegnazione della delega al bilancio a un consigliere anziché a un componente di giunta. Ancora più significativo, non tutte le forze politiche sono state coinvolte nelle decisioni relative al rimpasto di giunta.
“Questo non rappresenta solo una divergenza politica, ma un problema di metodo e di rispetto per tutti coloro che hanno contribuito alla sua elezione”.
Poi l’affondo politico: “È evidente che la scelta del Sindaco sia maturata sulla base di nuovi assetti numerici costruiti in autonomia, confidando nella tenuta della votazione di bilancio. Non vi era alcuna emergenza istituzionale da fronteggiare! Si è trattato di una decisione politica che ha ridefinito gli equilibri della maggioranza.
“Piuttosto è chiaro a tutti che sarà esclusiva responsabilità del Sindaco garantire la stabilità politica e non essere soggetto a ricatti e condizionamenti, visto che adesso anche uno solo dei consiglieri, compreso Italia Viva, potrebbe sfiduciarlo.
Ciò imporrà equilibrio, autorevolezza e capacità di guida, non logiche di mera sopravvivenza aritmetica”.
E ancora: “L’arroganza dell’ultimo intervento rappresenta esattamente una delle ragioni per cui abbiamo ritenuto necessario prendere le distanze da Alessandro Tirloni. Un’arroganza che si manifesta in toni sprezzanti, in un atteggiamento di superiorità e in una visione del confronto politico come terreno di delegittimazione dell’interlocutore. Questo modo di intendere la politica — fondato sulla contrapposizione personale e non sul merito delle questioni — non ci appartiene e non ci apparterrà.
“Quanto accaduto conferma una tendenza all’accentramento decisionale e alla costruzione di equilibri ristretti, anziché ad un percorso di condivisione ampia e trasparente. È una scelta legittima, ma è una scelta che segna una distanza culturale e politica.
“Il gruppo “Pro Soresina” -la conclusione – rimane fedele al programma elettorale e al mandato ricevuto dai cittadini: rappresentare la comunità con coerenza, rispetto e senso delle istituzioni. Non una persona sola al comando, ma un’amministrazione capace di confronto, responsabilità e partecipazione reale”.