Cultura e spettacoli

Al Museo Diocesano "The Nature of Hope": mostra fotografica tributo a Jane Goodall

La mostra fotografica celebra Jane Goodall e il suo impatto nel mondo scientifico, attraverso la fotografia etica di talentuose donne

Servizio di Lorenzo Scaratti
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Fino al 17 maggio, nel cuore del Museo Diocesano di Cremona, sarà ospite la mostra fotografica The Nature of Hope – Un tributo a Jane Goodall e alle donne che ha ispirato nell’ambito del “Festival della Fotografia Etica”. La curatrice Laura Covelli spiega prima di tutto in cosa consista la fotografia etica: “Si occupa di raccontare storie che sono spesso dimenticate e dare voce a persone che una voce non hanno. È una fotografia che racconta persone e ambienti in modo estremamente rispettoso e tenendo conto dei dritti umani, delle questioni sociali e ancora delle tematiche ambientali”.

The Nature Of HopeUn’esposizione che rende omaggio a una figura di straordinaria importanza per la ricerca scientifica, Jane Goodall, capace di portare al centro del dibattito contemporaneo valori fondamentali come l’interconnessione tra essere umano e natura e il rispetto su cui questa relazione deve fondarsi. La mostra è composta dagli scatti di Michael “Nick” Nichols, celebre fotografo naturalista che nel corso della sua carriera ha seguito Goodall, contribuendo a costruirne il ritratto che ha permesso al mondo intero di conoscerla.

Accanto a lui le fotografie, per la maggior parte realizzate da donne, creano un racconto corale e profondamente coerente con l’eredità di Jane Goodall. “Parliamo della più importante etologa a livello mondiale che è scomparsa da poco, – racconta Covelli – ha lavorato in tantissimi paesi del mondo ma è partita da Gombe, un parco nazionale in Tanzania dove ha studiato gli scimpanzè”.

La mostra vuole essere punto di riferimento per le generazioni future, conclude la curatrice: “L’obiettivo è quello di immergere i visitatori nella bellezza del pianeta e soprattutto di far pensare quanto sia importante preservare tutto quello che vediamo attraverso queste impattanti immagini per le generazioni future. Quindi spero che i visitatori possano farsi sorprendere da quello che hanno raccontato queste donne fotografe straordinarie in ogni angolo del pianeta ma soprattutto comprendano quanto sia importante tutelare tutto ciò che vediamo per quelli che verranno dopo di noi”.

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