Il rifugiato iraniano Fahrad Matin a Cremona: "Abbiamo resistito a 47 anni di regime pur di non finire in guerra"
Il racconto in occasione della prima proiezione della rassegna dedicata al cinema iraniano al cinema Filo di Cremona
Un viaggio che attraversa tradizioni antiche, identità culturali e tensioni di una società in bilico tra costume e desiderio di cambiamento. Dopo il successo dello scorso anno è tornata al Cinema Filo di Cremona la rassegna cinematografica dedicata all’Iran organizzata dall’Associazione Antani in collaborazione con il Cinema Filo e la Società Filodrammatica Cremonese. L’avvio con il film La Bambina Segreta. Prossimi appuntamenti venerdì 13 con La Testimone e in conclusione Divine Comedy, sempre con inizio alle 18. Tutti i film sono in lingua originale e sottotitolati.
Così il presidente dell’Associazione Antonio Capra: “Era andata molto bene lo scorso anno, noi all’inizio l’avevamo riprogrammata in seconda edizione, ovviamente senza sapere quello che sarebbe poi successo, quindi in qualche modo oggi ci sentiamo anche voce attraverso il cinema e la sua narrazione di qualcosa di tragico che sta accadendo nel nostro mondo”.
Il primo film è stato preceduto dall’incontro con Fahrad Matin, rifugiato politico iraniano arrivato in Italia 12 anni fa dopo aver lasciato il suo paese. “Vivo una situazione molto complessa, una situazione che oscilla tra rabbia e speranza. È difficile da descrivere: almeno all’inizio c’erano un po’ di notizie, però da quattro giorni è tutto bloccato, rete telefonica, internet, tutto, e non si sente più niente. Quindi lì non ho più contatti”.
Non posso dire quanti iraniani siano contenti di quanto sta succedendo, però posso dire sicuramente non la maggior parte. Non perché sostengono lo Stato, o perchè piace questo regime, no. Semplicemente perchè non vogliono la guerra, perché hanno vissuto, resistito, a 47 anni di regime pur di non essere in guerra”.